Stand per diffusore

A casa ho un impianto surround per la tv e no dei diffusori era appoggiato sul bracciolo del divano quindi ho deciso di costruire un supporto da pavimento.

Basta un tubo di alluminio, pagato tipo 2 euro e 50, una tavoletta di legno un po’ spessa e pesante e una vite con due dadi.

Materiale occorrente

Materiale occorrente

Basta praticare un buco, più o meno al centro, dello stesso diametro del tubo. Meglio se il tubo ci entra a pelo così si incastra.

Tubo infilato nel buco

Tubo infilato nel buco

Per completezza è buona norma anche mettere dei gommini o feltrini sul fondo della tavola, dalla parte appoggiata al pavimento.

 

Feltrini antiscivolo

Feltrini antiscivolo

Praticare un buco passante all’estremità del buco dove va appena la cassa. Poi bisogna fissare la vite con i due dadi come ho fatto io, in modo che il supporto per la cassa ci entri agevolmente.

Vite passante con dadi

Vite passante con dadi

E il gioco è fatto.

Visione d'insieme

Visione d’insieme

Sulla parte bassa del tubo va praticato un buco, non passante, per farci passare il cavo del diffusore.

Cavo passante

Cavo passante

Il cavo passa all’interno del tubo per essere collegato al diffusore.

Dettaglio del cavo

Dettaglio del cavo

Lou Barlow sei cattivo

Il tutto comincia verso i 17 anni circa quando compri, in better price, un album dei Sebadoh perchè “ci suona il bassista dei Dinosaur Jr.”. L’album è Bubble & Scrape in cui all’interno c’è questo pezzo fantastico che è Homemade.

No davvero, a quell’età in cui tutti ascoltano i Nirvana tu cerchi in qualche modo di distinguersi da chi cerca di distinguersi e trovi sto pezzo che praticamente ti sconvolge e i volti noti del grunge dell’epoca si cagano poco. E’ la svolta.

Poi ti compri, piano piano negli altri, anche gli altri album dei Sebadoh dove trovi altri pezzi epocali ma quell’homemade rimane imbattuto: il primo amore non si scorda mai (e via di frasi fatte).

La tua vita va avanti e ormai ci hai messo una pietra sopra al fatto che i bei tempi sono andati e che non vedrai mai i Sebadoh dal vivo, tranne qualche sporadico live di Lou Barlow da solo: uno in cui al Velvet hanno messo le panche per sedersi (mai vista una cosa simile), l’altro dove Lou fa il bagno e perde gli occhiali. In queste due occasioni Lou ci tiene a sottolineare chi è e fare qualche pezzo dei Sebadoh tra cui anche Homemade, ascoltata estasiato sulle piastrelle di cemento sporche di sabbia.

Poi cosa capita? Viene annunciato il tour in Italia dei Sebadoh e allora dici “oh merda ci vado a manetta, cascasse il mondo” chiudendo così un giro di live epici e imperdibili della tua giovinezza, in cui però manca solo quello dei Nirvana che vabbè, per forza di cose rimarrà una lacuna incolmata.

Si, la gente c’è, si pensava di rischiare il sold out, tutti ultratrentenni, da stupirsi del contrario in effetti. Lou sta dietro il banchetto a firmare autografi sui dischi e vinili che la gente compra. La maglietta è un po’ brutta ma te la prendo lo stesso a concerto finito perchè, si insomma, sono i Sebadoh. Il concerto comincia, grandi classici e pezzi nuovi, battute sul palco tra Lou Barlow e Jason Lowenstein (che per certi versi ho sempre preferito), scambio di strumenti, poi di nuovo scambio di strumenti per entrare nella terza e ultima parte del concerto. Lou fa dei pezzi con una chitarra semiacustica che pare vintage. Poi (occhio che qua comincia il dramma) dopo un pezzo Lou si lamenta che la chitarra s’è rotta e imbraccia nuovamente la telecaster. Uno dal pubblico (stima per te) urla “homemade”, Lou fissa nel vuoto e dice “the guitar for homemade is died”… no aspetta cosa?? dai no… il mio inglese fa schifo dai forse ho capito male, non può essere. Mi sento addosso una pesantezza invasiva, ho aspettato tutti questi anni per sentirla dal vivo (che dai in acustico non è la stessa cosa) dopo aver perso tutte le speranze e tu non me la fai? Dai no sei un gran pezzo di merda oh! Comprati delle chitarre decenti, che anche l’altra volta all’Hana-Bi ti si era rotta e ne hai dovuta elemosinare una dal pubblico. Suonamela lo stesso, che tanto siamo degli sfigati con le orecchie distrutte dai feedback e dalle distorsioni abusate a volumi sovraumani in gioventù. Cosa vuoi che capiamo la differenza del suono da una chitarra a un’altra. Ti prego falla lo stesso… Tutto il resto del concerto dal quel punto in avanti me lo sono vissuto con quest’angoscia.

Finiscono di suonare, un semplice saluto, escono dal palco e la gente spera nella solita pantomima e comincia a urlare e pregare il ritorno sul palco. Sale un lungagnone che comincia a spegnere gli ampli e arrotolare i cavi… E’ finito tutto e non mi hai suonato Homemade… adesso col cazzo che te la compro la maglietta. Ti odio fortissimo. Anche quella volta che, grazie alla conoscenze, sono entrato nel backstage dei Dinosaur Jr e, giusto il tempo di appoggiare il basso, e eri già tornato in albergo. Dai oh! Ti odio forte.


In passato sono stato un fan, al limite dello sfegatato, degli Arab Strap e dovunque suonarre li andavo a vedere. Che ne so, li avrò visti tipo almeno 5 volte. C’ero anche nel loro ultimo concerto in Italia dopo aver annunciato lo scioglimento. Ed è proprio li, gran pezzo di merda, che hanno fatto il mio pezzo preferito. Capito Lou, loro me l’hanno fatta quella canzone, tu no… Me ne ricorderò…

 

coca cola zero, bere per credere

Avete presente le pubblicità della Coca-Cola Zero? Quella in cui gabbano gli ignari bevitori di coca cola spacciandola per coca cola normale e invece è coca cola zero? Dove insomma loro pretendono di farci credere che siano indistinguibili?

Tipo questa

Bhe insomma non è vero. Avete mai fatto il confronto tra le due? Non sono assolutamente uguali, potrei quasi accusarli di pubblicità ingannevole. E non serve un sommelier di bibite, sempre che ci sia, non è che c’è una differenze minimale. E’ proprio una differenza abissale dovuta, secondo me, al dolcificante che viene usato.

Quindi perchè dire che è uguale quando non è vero?

Diablo3, la PS4 e il multiplayer.

Ho finito Diablo III su PS4, ma non è esattamente questo di cui volevo parlare e, nonostante ciò, beccatevi comunque il video dello scontro con diablo in persona.

Ok, Diablo è un gioco che a me piace molto con meccaniche già collaudate, che ti prende e non ti fa staccare ne annoiare durante i combattimenti, che aspettavo da anni dopo aver giocato il 2, e tante altre cose. Il bello doveva essere anche il multiplayer ma invece mi ha un po’ deluso. Il motivo forse sono io ma analizziamo la mia esperienza.

Il multiplayer è figo perchè giochi con altre persone vere e non contro il computer. Chi ha mai fatto un lan party, o meglio un quake party, dove mentre giochi puoi insultare o menare fisicamente qualcuno che sta giocando contro di te. Il multiplayer online è differente perchè puoi comunicare con gli altri giocatori via chat oppure parlando nell’apposito microfono, sulla PS4 parlare al microfono è lo standard.

Dunque… questa componente viene completamente dimenticata dalla gran parte dei giocatori, mi sono trovato più volte a giocare online con altri giocatori muti e che facevano un po’ come gli pareva, non c’era ne cooperazione ne coordinamento… gioca da solo allora. Mentre giochi puoi dare indicazione su cosa fare o mettersi d’accordo per le prossime cose da svolgere. In un gioco come Diablo, dove si gioca in multiplayer insieme e non uno contro l’altro, non deve essere dimenticato questo fattore. Ci si perde tipo l’80% del divertimento.

Solo una volta ho trovato un tizio con cui poi chiacchieravamo del più e del meno durante la partita.

Bastonate2Kindle

Bastonate è un sito molto bello con articoli interessanti (ma a volte no) che però spesso sono lunghi. I problemi legati all’iperconnettività ci hanno portato a carenze di attenzione quando si leggono lunghi articoli su internet, almeno a me capita spesso. Per ovviare a questo problema, che sicuramente è mio e di altri, ho scritto uno script che prende il feed rss di Bastonate e me lo invia al Kindle dove, a quanto pare, il mio livello di attenzione non scema come davanti ad un normale monitor.

Eccolo in tutta la sue fierezza e semplicità:

#!/bin/bash
echo “<html><head><title>Bastonate</title></head><body>” > Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html
echo “<h1>Bastonate ” >> Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html
echo `date +%d-%m-%Y` >> Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html
echo “</h1>” >> Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html
tmp_xml=$(mktemp)
tmp_titolo=$(mktemp)
tmp_data=$(mktemp)
tmp_contenuto=$(mktemp)
tmp_autore=$(mktemp)
echo “Chiappo il feed…”
curl –silent –compressed “http://www.bastonate.com/feed/” -o $tmp_xml
xpath -q -e rss/channel/item/title $tmp_xml | sed -e “s/<title>/<hr \/><b>/g” | sed -e “s/<\/title>/<\/b>\n/g” > $tmp_titolo
xpath -q -e rss/channel/item/link $tmp_xml | awk -F “/” ‘{print “<br /><i>” $6 “/” $5 “/” $4 “</i><br /><br />\n”}’ > $tmp_data
xpath -q -e rss/channel/item/content:encoded $tmp_xml | sed -e “s/<\/content:encoded>\n//g” | sed -e “s/&lt;/\</g” | sed -e “s/&amp;#8217;/\’/g” | sed -e “s/&amp;#8220;/\”/g” | sed -e “s/&amp;#8221;/\”/g” | sed -e “s/&amp;#8211;/-/g” | sed -e “s/&amp;nbsp;/<br \/>/g” | sed -e ‘s/<[^>]*>//g’ > $tmp_contenuto
xpath -q -e rss/channel/item/dc:creator $tmp_xml | sed -e “s/<dc:creator>/ di <b>/g” | sed -e “s/<\/dc:creator>/<\/b>/g” > $tmp_autore
paste -d ” ” $tmp_titolo $tmp_autore $tmp_data $tmp_contenuto >> Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html
echo “</body></html>” >> Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html
sendEmail -f “TUA@EMAIL.QUALCOSA” -t “TUAEMAILKINDLE@kindle.com” -m “bastonate” -u “bastonate” -s “TUO.SMTP:25″ -xu “TUOUSERNAME” -xp “TUAPASSWORD” -a Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html
rm Bastonate_`date +%d-%m-%Y`.html

(Le robe scritte in maiuscolo vanno personalizzate secondo il vostro smtp)

In pratica lui si prende tutto il feed con un curl –compressed (perchè il feed viene giù compresso) e lo salva in un file temporaneo (dato che ci sono ringrazio il mio amichetto nerd del trick di mktemp), poi con xpath (che quando l’ho scoperto mi si è aperto un mondo) estrapola solo le cose che mi interessa avere (ovvero il titolo, la data, l’autore e l’articolo), gli tira via tutto l’html (da me considerato) inutile e infine butta tutto dentro un file .html formattato nella maniera più semplice possibile. Ora abbiamo il file .html pronto per essere spedito via email al Kindle, e qua usiamo il comodo sendEmail (occhio che non è sendmail) che semplifica il processo.

Problemi noti:

  • Tutte le lettere accentate vanno a rotoloni, bisogna encodare l’UTF-8 o solo dio sa cosa, per non immattirmi troppo ho lasciato i caratteri strambi al posto delle lettere accentate.
  • Le immagini embeddade agli articoli vengono cassate perchè con un sed tiro via tutti i tag html, quindi direi che è colpa della pigrizia.
  • Funziona solo si Linux (ma in effetti questo è più che altro un problema vostro, non mio)

Ho messo lo script dentro il crontab che me lo esegue ogni lunedì mattina, e quindi ho una settimana di tempo per leggermi tutti con calma.

(se qualcuno è interessato al servizio possiamo metterci d’accordo in qualche modo)

Bastonate2kindle in esecuzione sul Kindle

Bastonate2kindle in esecuzione sul Kindle