Vacanza in Qatar

Domani parto e vado in Qatar per qualche giorno. Come al solito posterò tutto sull’apposito tumblr.

Purr

Purr è l’onomatopea anglosassone per le fusa che fa il gatto. In italiano è qualcosa tipo frrr frrr oppure ronn ronn. Su intructables ho trovato questo contest dedicato agli animali domestici. Qualche settimana fa mi è arrivato spark.io che avevo preordinato in quanto costa schifosamente poco rispetto all’Arduino (più o meno) equivalente. Ho un gatto che, almeno il mattino, rimane da solo in casa. (E qua si conclude l’introduzione)

Ho pensato bene di unire tutti questi elementi in un unico progetto denominato, appunto, purr.

Cos’è Purr? E’ un gioco per il gatto che viene attivato da un’apposita pagina web aperta al mondo intero. L’aggegio è collegato ad un motorino che vibra, smontato da un vecchio telefono, attivabile via web. Il gatto, sentendo le vibrazioni/fusa amiche si può intrattenere e trastullare per un po’.

Purr: elenco materiale

Purr: elenco materiale

La realizzazione è piuttosto semplice, vi servono solo un po’ di Lego in esubero (che tanto ce li avete tutti a casa), il motorino della vibrazione di un vecchio telefono, un transistor che supporti abbastanza corrente richiesta dal motorino (il mio è un BC338), una resistenza da 10kohm circa, la schedina spark.io.

Ora dovete saldare i componenti seguendo questo schema:

Purr - Schema elettrico

Purr – Schema elettrico

All’incirca così:

Purr - Schema di montaggio

Purr – Schema di montaggio

Ed ecco il risultato del montaggio:

Purr - montaggio circuteria

Purr – montaggio circuteria

Finito il circuito è il momento di passare al codice da scrivere per spark.io. E’ incredibilmente semplice e immediato.

 

int fusa(String command);
int motor = D6;
int led = D7;

void setup(){
pinMode(motor, OUTPUT);
pinMode(led, OUTPUT);
Spark.function(“brmiao”, fusa);
}

void loop(){
//this loops forever
}

int fusa(String command){
if(command == “purr”){
digitalWrite(led, HIGH);
digitalWrite(motor, HIGH);
delay(500);
digitalWrite(motor, LOW);
delay(30);
digitalWrite(motor, HIGH);
delay(500);
digitalWrite(motor, LOW);
delay(30);
digitalWrite(motor, HIGH);
delay(500);
digitalWrite(motor, LOW);
delay(30);
digitalWrite(motor, HIGH);
delay(500);
digitalWrite(motor, LOW);
digitalWrite(led, LOW);
return 1;
}
else return -1;
}

Non avevo voglia di fare un for() :) Tipo che poi qua c’è tutto documentato meglio.

In pratica, facendo la chiamata giusta al cloud di spark.io, si attiva la funzione fusa() che accende e spegne la vibrazione più volte, a simulare le fusa, e accende il led interno per tutta la durata del processo.

A questo punto bisogna preparare lo script in php per interagire con le API di spark, bisogna fare una roba tipo così:

curl https://api.spark.io/v1/devices/DEVICE_ID/brmiao -d access_token=TOKEN -d args=purr

 

brmiao, oltre ad essere il verso che fa il mio gatto, è la funzione interna che ho dichiarato nel codice di spark.io. Mentre purr è la funzione.

In php è così:

<?php
$id=”DEVICE_ID”;
$token=”TOKEN”;
        $ch = curl_init();
        $url = “https://api.spark.io/v1/devices/” . $id . “/brmiao”;
        curl_setopt($ch, CURLOPT_URL,$url);
        curl_setopt($ch, CURLOPT_POST, true);
        curl_setopt($ch, CURLOPT_POSTFIELDS, “access_token=” . $token . “&args=purr”);
        curl_setopt($ch, CURLOPT_RETURNTRANSFER, true);
        $output = curl_exec ($ch);
        curl_close ($ch);
?>
Dove al posto di DEVICE_ID e TOKEN dovete metterci i valori del vostro spark.io.

Fatto il codice e testato che tutto funzioni potete continuare la costruzione dell’aggiegio fisico (qualcuno ha detto Internet delle cose?). Prendete i Lego e costruite un case atti ad alloggiare la circuiteria.

Purr - Costruzione in progess

Purr – Costruzione in progess

A questo punto dovete trovare un involucro, possibilmente di stoffa, dove inserire il motorino. Tutto il marchingegno assemblato è all’incirca così:

Purr - Foto d'insieme

Purr – Foto d’insieme

Collegandovi all’indirizzo http://minucci.net/purr/ e clickando sulla grossa scritta “purr”, potete interagire anche voi col mio gatto che ne sarà sicuramente felicissimo. (occhio che non lo tengo sempre acceso.)

Detto questo non dimenticatevi di votare il mio progetto su instructables.

 

Assassin’s Creed 4 Black Flag: l’ho finito.

Ho appena controllato sul mio miiverse e il primo post risale al 20 febbraio, quindi per finirlo ci ho messo poco più di un mese.

La storia è sempre incasinata tra templari e assassini e altri personaggi esistivi veramente, questo è lo stampo di fabbrica della serie. Ma questa volta ci sono i pirati arrrrrrr. Il frame rate su wii u non è che sia eccelso, credo si aggiri sui 30 fps, le prime volte fanno un po’ male gli occhi ma giocandoci ci si abitua. Le ombre, in particolar modo nei primi piani, non è che siano gestite benissimo. Inoltre i controlli sembrano un po’ cambiati dal precedente e Edward Kenway tende ad attaccarsi e ad arrampicarsi in ogni dove non appena sfiori la superficie, feature molto fastidiosa durante i combattimenti.

I paesaggi sono mozzafiato e, se ben ricordo, molto più ampi rispetto al 3.Quello che però ho trovato fastidioso, al limite del frustrante, sono i combattimenti in barca e i relativi arrembaggi. Sempre comunque meglio delle missioni subbbbacque che ho saltato a pie’ pari a meno che non fossero indispensabili.

Però i galeoni e le altre navi a vela hanno il loro fascino.

Il mondo dei pirati, considerando anche tutte le nefandezze che combinavano, è affascinante. Il mondo dei videogiochi però, a mia memoria non ha sfruttato troppo il fenomeno.

Questa è una chiara citazione dell’altro videogioco famoso per i pirati. Guardateli, sembrano proprio Guybrush ed Elaine.

La storia è un po’ più lineare e meno complicata rispetto al 3, che io alla fine tutto il pippone di Giunone mica l’ho capito, e finendo il 4 si capisce anche un po’ meglio il 3.

Il finale è molto più bello rispetto al quello del 3 e in certi momenti m’è anche venuta la pelle d’oca.

Ma veniamo al succo del discorso: avete presente quando finite un libro o quando finisce una serie tv e voi diventate tristi perchè vi eravate affezionati ai personaggi e volevate continuare a sapere come continavano le loro vite? Dai, ammettetelo, capita anche a voi.
E insomma capita anche nei videogiochi ma penso, e qui lo dico e qui lo nego, che l’amicizia col personaggio è maggiore perchè sei tu che lo comandi e lo fai proseguire nella storia. Quando ho finito Assassin’s Creed 4 ho provato proprio queste sensazioni. Kenway (MEGASPOILER ALERT) alla fine torna in Inghilterra dalla figlia che aveva abbandonato prima della nascita, dimentica le nefandezze combinate coi pirati ma è sistemato con le ricchezze che aveva accumulato.
Alla fine, ho scoperto, questa era il sogno di più o meno tutti i pirati: accumulare ricchezze nel minor tempo possibile, per poi vivere di agiatezze in tranquillità senza aver altri pensieri in testa: è un po’ il sogno di tutti noi.

Per fortuna con giochi come questo, dopo qualche tempo di amarezza, mi passa la nostalgia del gioco. Ma quello che vorrei non finisse mai è Zelda, vorrei continuare all’infinito ad impersonare Link. Dite quello che volete ma ha molto più carisma di qualsiasi altro personaggio dei videogiochi.

Mimosa USB

Siete dei nerd? Vi sentite in obbligo a regalare la mimosa per la festa della donna? Niente paura, con questo semplice tutorial potete rendere vere entrambe le condizioni con la fantastica mimosa usb!!!

Avete solo bisogno di un po’ di led necessariamente gialli, una scatolina di plastica a simulare il vaso (il vasetto di plastica vero costava un euro e 20, quello che ho usato io solo 80 centesimi :) ), un cavo usb da tagliare, un pezzo di cartoncino e tanta buona volontà.

 

Materiale per la mimosa usb

Materiale per la mimosa usb

Per prima cosa dovete ritagliare il cartoncino in modo che si incastri dentro il vaso (o in questo caso la scatoletta di plastica) e poi praticarci dei fori distanti, più o meno, come i terminali dei led.

Praticare i fori sul cartoncino con un taglierino e/o un punteruolo

Praticare i fori sul cartoncino con un taglierino e/o un punteruolo.

I fori vanno fatti a caso senza nessun allineamento o simili, così da simulare la casualità (facciamo finta che Fibonacci non esista) dei fiori della mimosa.

Dopodichè si infilano i led nei buchi appena fatti.

Infilare i led nei buchi

Infilare i led nei buchi

A questo punto bisogna praticare un buco nel contenitore per far entrare il cavo usb.

Cavo usb tagliato e infilato nel contenitore.

Cavo usb tagliato e infilato nel contenitore.

Il cavo, all’estremità tagliata, va spelato e vanno lasciati solo il filo rosso e il filo nero che, chi se lo sarebbe mai immaginato, sono il positivo e il negativo. I fili rimanenti si possono tagliare.

Tagliare e spelare l'estremità del cavo usb.

Tagliare e spelare l’estremità del cavo usb.

Fatto questo bisogna saldare i led seguendo questo schema:

Schema elettrico.

Schema elettrico.

I led gialli in genere vogliono più tensione rispetto agli altri, altrimenti bisognava metterne 3 in serie. Ho provato con 3 in serie ma la luce era troppo fioca. Con due è decente. (poi però se bruciate la porta usb del vostro computer io non voglio sapere niente :) )

Componenti assemblati.

Componenti assemblati.

Siccome avevo solo 5 led gialli, e lo schema ne prevede 6, ne ho aggiunto uno verde dalla parte sotto, per simulare l’erba del vaso (espediente che però non è servito allo scopo).

Mimosa usb in azione

Mimosa usb in azione

Ed ecco il risultato. Quindi ogni led simula il fiore della mimosa.

Mimosa usb al buio.

Mimosa usb al buio.

E’ tutto.

Sul caso Lantern ci faccio un caso

E’ uscito da… bho non so… l’album in free download dei Lantern, da qui.

Per scaricarlo chiedono semplicemente di fare un “mi piace” sul loro facebook che non costa nulla ma, secondo me, è concettualmente sbagliato mettere mi piace su un album che ancora non hai sentito. Ok, metto il “mi piace” e lo scarico che tanto vabbè è gratis quindi oh, chissenefrega, è gratis.

Scarico l’album e lo scompatto ma, con mio discernimento, mi rendo conto che le tracce non sono correttamente taggate con i tag ID3:

  • manca l’ordine dei brani che se un gruppo ha scelto un certo ordine dei brani io ho piacere di ascoltarlo secondo il loro ordine. I nomi dei file sono numerati correttamente ma appena li metti su iTunes questo poi li rimescola seguendo l’ordine alfabetico perchè no, il nome del file non corrisponde al nome del brano dentro il tag.
  • manca il nome del gruppo e quindi mi compaiono nella lista solo i titoli dei brani, quindi non posso ritrovarli cercando “Lantern”
  • manca il nome dell’album e questo implica che non me li mette tutti su un unico album su iTunes (altri player non ho idea di come funzioni e non ho nemmeno voglia di provare)
  • No, la copertina c’è, quindi ok :)

Per ovviare è semplice, basta perdere 5 minuti e metterci i tag giusti, che con iTunes si fa in un attimo, basta poco. E, al giorno d’oggi, mi sembra una grave mancanza. Ok che è un gruppo, se vogliamo, indie e comunque si fanno il disco da soli e tutte queste cose, però immagino abbiano registrato in uno studio e dietro ci sono un paio di etichette niente male, però a questo punto credo si possa parlare di mancanza di professionalità (che ai giorni nostri uno che ti registra in studio un album per 200 euro potrebbe essere benissimo definito “professionista”

Per essere solidale col gruppo (che però ancora non so se mettergli un “mi piace” sincero) ho corretto i tag ID3 mettendoci anche i testi, perchè è previsto dallo standard ID3, e anche perchè così puoi visualizzarli anche sull’iPod (metti che sei in metropolitana e ti annoi e ti ascolti i pezzi ma non sai cosa fare puoi leggerti il testo [no vabbè, io una volta l'ho fatto]).

Per fare il bullo e il precisetti ho sistemato tutti i tag e messo online per il download la versione, secondo me, corretta: eccola. (però a questo punto dovete mettermi un “mi piace” sulla pagina dei Turbopeluches e di Dj Minaccia :P )