record store day 2011
sottotitolo: il feticismo/fanatismo mi costringe a comprare 4 copie distinte dello stesso disco

la ristampa su vinile, la prima edizione ancora sigillata, la versione su cd, la prima edizione aperta
come ogni anno, anche quest’anno si svolge il record store day. in quanto fanatico dei dischi mi sento in obbligo di scriverne (in realtà mi hanno quasi obbligato
)
potrei parlare della crisi della vendita di dischi, tornando sul discorso già trattato del fatto che preferisco avere in mano un qualcosa e non semplici file nel computer, ma non ne ho voglia, e sarei anche rindondante
invece mi va di parlare dei 5 negozi di dischi che hanno contribuito alla mia cultura. in ordine sparso. (ce ne sarebbe un sesto ma lo evito perchè comunque ha sempre avuto robaccia)
il primo negozio, a fano, con cui ho avuto modo di rapportarmi è stato il cdischi & soda che se andate oltre al bruttissimo nome ha avuto, in passato, buone proposte (del settore di musica che interessa a me) in cui ho comprato svariati vinili dei sonic youth (tra cui anche questo). parlo di una decina di anni fa, ora non so, mi capita di rado di passarci e dare uno sguardo alla vetrina.
poi, nelle mie trasferte in autobus fino a pesaro, c’erano due negozi famosi: il cd drome e il quasar.
del quasar ricordo che quando entravo c’era sempre, sparato a volume sostenuto, dei gran dischi (suonati rigorosamente su vinile) di elettronica, quella che poi scoprii molti anni dopo perchè per me allora c’erano ancora solo le chitarre (stiamo parlando ancora degli anni 90). il negozietto era piccolo ma la scelta di titoli era ampia e abbastanza ricercata (anche se li ho comprato il peggio disco di moby che ancora aborro). era gestito anche da uno che ora è diventato il mio batterista nella nuova band pesarese che farà il botto subito dopo l’estate. un giorno, andandoci, mi sono trovato la vetrina con solo dischi di paul chain… mesi dopo ha chiuso… non so se le due cose sono correlate.
il realtà l’altro, il cd drome, lo ricordo bene solo nel periodo in cui aveva provato ad aprire un pub con concerti annessi all’interno del negozio, pub e negozio di dischi nello stesso stanzone. per un po’ ha funzionato con anche nomi grossi tra i concerti, solo che poi la sera durante i concerti non ti vendevano i dischi ma solo da bere. dopo un po’ ha dovuto chiudere anche questo.
nel frattempo a fano aveva aperto un altro negoziosi chiamava demo. era minuscolo come negozio ma aveva dei gran dischi. è proprio qua che ho trovato i dischi dei flaming lips. (non come quell’altro negozio,che non mi va di nominare, in cui sono entrato, ho chiesto “hai qualcosa dei flaming lips?” e lui mi ha passato un album dei flaming groove e poi, palesemente titubante, ha detto “ehm… è… è una raccolta”, “a va bene grazie” sono uscito e non ci sono più tornato). il gestore era simpatico e ne sapeva ed è intorno a questo negozio che ruotavano i volti noti dei rocker fanesi.
nello stesso periodo, credo, aveva anche aperto un nuovo negozio di dischi a pesaro: il plastic. ora potrei tesserne le lodi fino domattina (sperando in un aumento
) in quanto saltuariamente ci lavoricchio anche io ma, effettivamente, è un gran negozio, c’ha un sacco di gran roba, il titolare ne sa a pacchi di dischi su qualsiasi cosa gli chiedi. è praticamente il meglio che è rimasto e spesso viene gente fino da ancora o da rimini a comprare roba, o altri turisti che capitano li coi lacrimoni perchè, dicono, dalle loro parti non ci sono negozi del genere. (tra l’altro sabato, appunto per il record store day, faremo sconti e omaggi)
ok, scandagliati sommariamente i negozi di dischi che ho frequentato, voglio ora parlare di un altro problema, uno dei problemi che affligge gli avventori di negozi di dischi: il mettersi a scartabellare dentro i negozi, passare i dischi a uno a uno, guardarseli tutti e vedere se trova qualcosa di interessante.
ecco, in quanto praticamente passato (sepper saltuariamente) dall’altro lato, non faccio praticamente più questa cosa. io son li, con mirko, quando arrivano i pacchi coi dischi nuovi, lo apro e dico “ah, questo interessa a me”, stessa cosa coi vinili usati, oppure gli dico “oh ordiniamo questo per me”, senza considerare il fatto che ho il privilegio di pagarli meno.
ma mi manca un sacco entrare in negozi e parlare col gestore per chiedere consigli, guardare gli espositori alla ricerca di un titolo interessante (la gente chiede consiglio a me e gli espositori li riempo io).
come quella volta che sono stato 2 giorni a londra (ospite di gente degna) e ho praticamente passato 2 giorni dentro i negozi di dischi londinesi (manco ho visto il big ben… per dire) o come da hmv a tokyo o quello o tower records di new york (che poi in realtà appena siamo arrivatici davanti abbiamo scoperto che aveva tipo fallito)
sarò forse all’antica, ho comperato degli album tramite servizi online ma non me li sono mai goduti pienamente. ho ricomprato gli stessi titoli su cd e me li sono gustati meglio. niente cagate tipo “l’mp3 degrada la qualità audio” o cose simili, è proprio un feticismo verso l’oggetto disco/cd/cassetta.
ecco dunque, per bullismo, le foto della mia collezione di dischi http://www.flickr.com/photos/gecco/sets/72157626272562343/

aprile 16th, 2011 at 10:04
[...] Ho comperato degli album tramite servizi online ma non me li sono mai goduti pienamente. ho ricomprato gli stessi titoli su cd e me li sono gustati meglio. niente cagate tipo “l’mp3 degrada la qualità audio” o cose simili, è proprio un feticismo verso l’oggetto disco/cd/cassetta. [...]
aprile 16th, 2011 at 10:21
[...] Ho comperato degli album tramite servizi online ma non me li sono mai goduti pienamente. ho ricomprato gli stessi titoli su cd e me li sono gustati meglio. niente cagate tipo “l’mp3 degrada la qualità audio” o cose simili, è proprio un feticismo verso l’oggetto disco/cd/cassetta. [...]