l’evoluzionista dell’hip-hop
l’hip-hop ha avuto, come ogni cosa, un’evoluzione. partendo dai prodromi americani, filtrati dal mainstream di cecchetto grazie a jovanotti, abbiamo avuto in Italia il movimento delle posse, legato ad un certo modo di fare hip-hop: la militanza. gruppi come gli assalti frontali, onda rossa posse, isola posse, il comitato e tutti gli altri, aveva una base comunque militante. era un periodo in cui se volevi fare un gruppo rap, o hip-hop, dovevi per forza affrontare certe tematiche altrimenti si veniva messi in disparte. questo ha poi generato alcune cose imbarazzanti. poi, come dicevamo prima, è arrivato jovanotti, ma il vero spartiacque è stato il pezzo “tocca qui” degli articolo 31. da quel momento storico tutto è cambiato e sono sorti un sacco di altri gruppi hip-hop che se ne fregavano delle tematiche sociali affossando di fatto il movimento delle posse. poi è successo che dj gruff e i suoi amichetti si sono messi a fumare un sacco di canne e hanno tirato fuori due album storici: “la rapadopa” e “sxm”. da quel momento in avanti si può dire che tutto si è un po’ appiattito, a parte poi qualcosa di ice one o il colle der fomento, perchè gli o.t.r. erano già un po’ in decadenza, senza naturalmente tralasciare frankie hi-nrg. c’è stato anche l’arrivo dell’hip-hop (con un sacco di virgolette) a san remo con i gemelli diversi (e quel vocoder su “ce l’hai un attimo per me” che cher se lo sogna.
insomma, a conti fatti erano tutti episodi plausibili e decenti ma comunque non ha portato innovazioni al genere. un po’ come avevano fatto i clouddead o prefuse73 dall’altra parte dell’oceano per interderci. ci sono altri due fenomeno che hanno tentato di portare innovazione al genere ma, praticamente, uscendo dal seminato: gli uochi toki e zona mc.
realtà forse un po’ di nicchia ma altre realtà sono poi sorte dai social network e, ciclicamente, esce un fenomeno nuovo. il primo è stato metal carter con “pagliaccio di ghiaccio” ma che non ha avuto il successo mediatico del suo successore spitty cash, con quel pezzone seminale che era “difficoltà nel ghetto” in cui il nostro cerca di ripotare l’hip hop alle origini portando a galla gravi difficoltà del tenore di vita nel ghetto di lucrezia (frazione di fano). un altro eroe è stato trucebaldazzi con quel pezzo contro il sistema scolastico che non ha saputo aiutarlo (o forse lo ha fatto di proposito). questi ultimi esempi però erano visti più che altro come sparuti esempi di trash, mondezza fatta da degli sfigati (che poi comunque ci hanno fatto i soldi), esempi senza nessuna pretesa di serietà (presunta o no), tutto il contrario di quello fatto dai “grossi” nomi dell’hip-hop italiano: tipo il nuovo di clementino o il sempre verde dj gruff (inchino).
da qualche giorno in rete impazza il video di lil angel$, questo video qua https://www.youtube.com/watch?v=yFtFXEyCTMo
ma forse in pochi sanno che lil angel$ ha dietro di se un’invidiabile carriera e un album di ben 10 pezzi ascoltabile tutto in straming da qua http://soundcloud.com/lil-angel-2
cosa succede a questo punto? tutti ridono pensando di aver trovato il nuovo fenomeno trash, il nuovo spitty cash, cui il $ (dollaro) nel monicker è un chiaro omaggio, e invece no, è l’evoluzione dell’hip-hop.
il pezzo commerciale “estate” in cui il nostro lil angel$ tenta di conformarsi a quello che vuole la gente e portando in italia preconcetti sessisti tipici del hop-hop/r&b di stampo californiano che ci propinano su mtv, in cui spicca la frase “i don’t love, just fuck”, che mai prima erano stati affrontati da nessun altro esponente italiano del genere musicale, l’ultimo pezzo di fabri fibra è uscito praticamente in contemporanea ma non c’è nessun’altro precedente storico.
questo, dicevo, è il pezzo più recente, con un invidiabile video in cui tutti aspettano l’estate per divertirsi, ma i pezzi postati su soundcloud risalgono a 3 mesi fa dimostrano una certa sensibilità a tematiche sociali meno superficiali.
che dire del pezzo “i negozi” in cui il rapper, di origine sconosciuta ma abitante a san donà di piave, se la prende col consumismo prendendosela con l’enorme quantità di negozi in cui sembra che la gente vada a fare shopping solo per divertimento alla ricerca di capi firmati, e sprona la gente a comprare “quello che capita viene paragonata alla persona che pensa solo alla vita” elevando la persona che compra vestiti al mercato o nei grandi magazzini rispetto agli appassionati di moda. in questo in realtà poi invece si contraddice vedendo come è vestito nel video di “estate”. un personaggio controverso quindi.
nel suo altro pezzo “forza” affronta l’argomento di quelli che parlano male (come se la lirica “faccio musica fino a quando ti scoppia il cervello” sia parlare bene) degli altri e si credono superiori. e anche questo in fondo tocca la troppa settorialità del mondo hip-hip, quasi come i metallari.
l’altro pezzo da segnalare è “me ne frego”, con un intro epic-metal con accenni morriconiami mai osati prima in nessun pezzo hip hop, che già dal titolo sconvolge tutti i dettami del rap militante di sinistra usando uno slogan di destra. avantissimo come concetto.
zona mc, nel suo ultimo lavoro, nella terza traccia si chiedeva quasi lamentandosi “ma lo vogliamo cambiare o no questo hip hop?”, tentativo quasi fiacco di rappare su basi break-core. la è lil angel$.
anche le liriche senza metrica ne flow di napo nel progetto uochi toki non è nulla in confronto ai controtempi e alle sincopi lil angel$.
ascoltate bene le canzoni e le liriche, lil angel$ se ne fotte di tutto e arriva al dunque, e per questo sacrifica la metrica, forza le rime (forse sarebbe l’unico in grado di trovare la rima a fegato), ignora il beat e anche la grammatica. è avantissimo come concetto. come john cage che faceva suonare la sua orchestra di archi dentro gli elicotteri o il futurista intona rumori.
è il passo successivo all’evoluzione dell’hip hop.
ci avevano provato in passato col primo pezzo crossover degli aerosmith insieme ai run dmc, o guru & the jazzmatazz mischiante l’hip hop alle sonorità jazz, o tutte le cose di casa anticon.
j-ax in un pezzo di quell’albumone che è “messa di vespiri” ad un certo punto dice “e se c’è gente che la mia merda, io la chiamo arte”. ora cercate voi la risposta
luglio 31st, 2011 at 12:47
grande carl !