Disco Bravo 2011

Quest’anno nessuno ha richiesto di continuare la tradizione del DiscoBravo per cui, pieno di pigrizia, la interrompo io, senza se e senza ma.

Di solito, verso la fine dell’anno, l’indie-blogger spocchioso comincia a pensare alla classifica dei dischi dell’anno e a lamentarsi che non escono più album belli come una volta, tant’è che nel mio blog non c’è nessun post (fa fede l’archivio a lato) che parla dei dischi usciti nel 2010.

Ma invece il 2011 ha fatto uscire un sacco di album fighissimi e, come tradizione vuole, elencherò e commenterò i 10 dischi più fighi usciti quest’anno (in verità, per essere più nazi, ho deciso di parlare dei dischi che possiedo fisicamente)

Però volevo anche stravolgere un po’ i canoni, stravoltura dovuta anche alla noia nell’indecisione, parlerò delle 5 prime posizioni della classifica a parimerito… forse non è chiaro come concetto ma non mi importa.

1° posto

Dite un po’ quello che vi pare ma sono due dischi bellissimi. “Vabbè, facile coi Mogwai” direte voi, e invece no, perchè anche loro cose brutte ne hanno fatte eh, e questo è proprio bellissimo (a parte un paio di tracce che le avrei tralasciate proprio), è post-rock ma adattato ai tempi moderni, non fanno più quelle cose un po’ canoniche degli esordi pur essendo manieristici, mogwaianamente parlando. E poi è stato uno dei concerti che mi sono goduto di più quest’anno con l’impianto dell’estragon che ti sparava tutti gli armonici di Rano Pano direttamente dentro l’esofago.

Gli altri invece sono italiani e più o meno li conosciamo tutti e hanno fatto uscire un album epico per un’etichetta altrettanto epica (ciao Luca). Ritornelli al fulmicotone che si imprimono dentro le sinapsi fin dal primo ascolto, e che li rimangono. Distorsioni e urla, con quella puntinina di metal nei riff di chitarra ad amalgamare. I live poi sono sempre divertentissimi, fare finger point e cantare a squarciagola ai concerti è diventato il mio hobby quest’anno.

L’idea dei dischi a parimerito mi è venuta perchè non sapevo scegliere chi, tra questi due, mettere per primo.

2° posto

Pur essendo una raccolta di album, su cassetta o 7″, usciti tempo fa, mi piace comunque considerarlo un album uscito nel 2011. A parte le solite frasi fatte sul d.i.y. e quelle cose li, è sempre bello scrivere una mail a uno “oh, mi mandi il tuo disco?” e poi te lo ritrovi nella buca delle lettere. Alla stregua dei gazebi, quest’album metallico-citazionista, è pieno di successi riempi-pit. E anche i live dei verme sono serviti ad alimentare il mio hobby del finger-pointing.

Accostato ai verme un album di elettronica quasi intellettuale. Mi sono innamorato dei Plaid la prima volta che li ho visti dal vivo. Ne ho già parlato approfonditamente qua appena uscito, con un un post dal titolo alquanto spiritoso, quindi evito di ripetermi.

3° posto

Inserire questi due album nella classifica di quest’anno è un po’ come sparare sulla croce rossa, ma così è. I Battles hanno perso un componente ma hanno guadagnato un po’ rispetto l’album precedente e dentro ci sono dei singoloni bellissimi. Per quanto riguarda i Rapture non so bene dire perchè mi piaccia quest’album (tranne il pezzo con le fisarmoniche che non sopporto proprio) ma so che l’ho ascoltato un sacco, e se non avessi formattato il vecchio mac ora potrei guardare le statistiche di ascolto su iTunes (in realtà ce l’ho nel backup sull’hard disk esterno ma sti gran capi estiqaatsi).

4° posto

Conoscevo praticamente già gli Uyuni per i loro altri progetti tutti legati alla Tafuzzy Records. Poi li ho visti dal vivo questa estate, con tanto di visual quasi in sincrono, ed è stato subito amore incondizionato. Chitarra, arpeggi in loop, batteria e formare melodie e suoni eterei in bilico tra certe cose di Jim O’Rourke e qualsiasi cosa della Morr Music.

Li metto a parimerito con i Beastie Boys in quanto mi stanno simpatici entrambi, e a prescindere, come non si può non volere bene ai Beastie Boys. Se facessero un album di soli rutti e scorreggie sarebbe comunque bellissimo. La definizione Golden Age usata da allmusic.com per descrivere il loro genere musicale calza a pennello per quest’album, e come non ricordare il video promozionale di mezzora di deliri alla Beastie Boys?

5° posto

Odiati od amati questo de I Cani è un bel album. Tastiere distorte orecchiabili, batterie elettroniche tirate, e testi che volenti o nolenti, parlano di noi. Ho anche giocato a calcetto contro di loro nella memorabile sfida To Lose La Track contro 42 Records (credo di aver resistito in campo non più di 3 minuti). Spocchiosità a parte è un bel disco.

Come lo è quello di Paul Kalkbrenner, forse un po’ bistrattato dalla critica, niente di nuovo o eccezionale ma le canzoni a me piacciono tanto ed è questo quello che importa (ai fini della mia classifica). Sono praticamente diventato suo fan da quando ha interpretato il ruolo di Dj Ickarus nel film uscito tempo fa, e da allora non posso farne a meno.

Fuori concorso

E’ fuori concorso perchè praticamente è la colonna sonora di un videogioco a cui sto giocando da un sacco di tempo e che mi sta prendendo sempre di più, sono alla 35 ora di gioco e ancora dovrò farne di strada. Poi ci sono anche degli aneddoti notturni in macchina legati ad un mio non datore di lavoro e un ritorno a casa che lo fanno per forza entrare in classifica.

I grandi esclusi

La foto, rigorosamente mossa così il mio ex-c.d.r. non avrà da lamentarsi, ritrae alla finta rinfusa i dischi che ho scartato per un motivo o per un altro. Non li sto ad elencare tutti, ma solo alcuni.

I dEUS sembravano avessero fatto un gran album, invece dopo qualche ascolto un po’ stanca. Gli Ex-Otago, dopo essersi fatti una vacanza in parte anche a spese mie, hanno fatto un gran bell’album, e dentro ci sono dei pezzoni e tormentoni, solo che essendo praticamente spariti dai live in giro per l’Italia, per ripicca, non li ho inseriti nella classifica. L’album di Bugo, che mi aveva esaltato al primo ascolto già dal primo pezzo, alla lunga invece non tiene botta.

Fine, anche per quest’anno è fatta… vado a prepararmi per il cenone che poi voglio vedere cosa mette al primo posto esse.

One Response to “Disco Bravo 2011”

  1. Sono arrivato lungo, con sta minchiata che volevo mettere un disco al giorno, sforo nel nuovo anno, ma il pubblico saprà pazientare!

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