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Ramen istantanei

maggio 11th, 2013

Non ho idea di come si chiamino ne di come cercarne informazioni, ho provato anche con google goggles ma niente da fare.

Ramen instantanei

Ramen instantanei

La scodella è arrivata un po’ ciaccata ma comunque integra. I ramen istantanei sono, appunto, istantanei perchè è sufficente aprire il coperchio e metterci dell’acqua calda e aspettare.

Ramen instantanei

Ramen instantanei

Oltre all’acqua bisogna aggiungere il contenuto delle bustine di plastica che contengono varie cose per insaporire l’acqua calda. Di fatto diventa un brodo, o brodaglia, con verdune e altre cose  di cui ignoro l’origine. Nella bustina a sinistra c’era il brodo in polvere, un po’ come il nostro; nella bustina al centro c’era una salsa rossa un po’ densa, sembrava del pomodoro ma piccante; nella bustina a destra c’erano verdure e semi vari.

Ramen istantanei

Ramen instantanei

Ecco il risultato finale. Non sono riuscito a carpirne nessun sapore in particolare, sapeva di brodo ma non come il nostro brodo di carne che si fa a Natale. Inoltre aveva quel retrogusto piccante che si sposava a meraviglia col caldo, al limite del bollente, del brodo.

Una scodella del genere è un pasto completo ma di sicuro mangiare questa roba tutti i giorni fa tipo malissimo. Durante i miei viaggi in Giappone ne ho provati tanti tipi differente, ma effettivamente non ho notato nessun sapore esaltato rispetto ad altri, e non ne ho trovato neppure nessuno inmangabile. A parte questo sono buonissimi.

In media, una scodella del genere, costa circa 120 yen, circa un euro e mezza.

il mio nuovo coltello

aprile 10th, 2012

Oggi, mentre giravo per gli scaffali di un ipermercato di articoli casalinghi alla ricerca di una di quelle scalette richiudibili a 3 pioli, sono incappato su questo coltello giapponese.

Un coltello dallo stile giapponese nonostante sia prodotto in Germania. Il coltello mi ha attirato in quanto dallo stile giapponese (controllate pure wikipedia) ma anche perchè da tempo avevo bisogno di un coltello per affettare il salame.

Il prezzo è forse un po’ esagerato, 5,90 euro, ma forse quello che si paga è, appunto, il design giapponese. Altri coltelli di pari utilizzo ma di nazionalità stilistica italiano costavano la metà.

Il packaging non è molto elegante o funzionale, ho dovuto prendere delle tronchesi per tagliare le fascette che bloccano il coltello all’interno della confezione.

Ma appena tolto dalla confezione e preso in mano il coltello da la sensazione di robustezza e affidabilità: un connubio, quindi, tra la tradizione tedesca e quella giapponese.

La lama, almeno stando a quello riportato sulla confezione, è lunga 9 cm, ideale quindi per affettare il salame o altre minuterie, ma non credo sia adatto per tagliare a metà le mele. I simboli incisi sulla lama non so se siano effettivamente giapponesi ma almeno infondo un po’ di sicurezza sulla genuità del prodotto. Non come quando andate dal tatuatore per farvi tatuare le iniziali del vostro nome secondo l’alfabeto cinese o giapponese, che il 90% delle volte è sbagliato.

Il primo test che ho effettuato è, appunto, col salame; è proprio per questo che l’ho comprato. In mano è leggero e maneggevole e si presta bene ai lavori di fino. Viste le dimensioni contenute si potrebbe stiparlo assieme al salame all’interno del salvasalame.

Il primo test ha avuto subito risultati positivi. Il salame si taglia benissimo, quasi come fosse burro. C’è anche da dire che finora avevo usato un normale coltello seghettato e non era affatto performante.

Direi che ho trovato il prodotto che cercavo che racchiude sia il fattore design, che ricerco sempre in un prodotto, sia nel risultato ottenuto da questo coltello. L’unica pecca è che sulla confezione non è riportato se è possibile lavarlo in lavastoviglie oppure no (non vorrei ricordare ora l’episodio in cui le forbici col manico di plastica mi si sono rotte dopo un lavaggio in lavastoviglie).

Prodotto fortemente consigliato sia agli otaku che faticano a trovare un coltello dal design giapponesi, sia per i divoratori di salame che non hanno ne voglia ne tempo di aspettare il tempo che passa durante l’affettatura.

Il Salvasalame

marzo 8th, 2012

Quanti di voi, appassionati dei salami da affettare, hanno problemi di conservazione del salame nel frigo? Il solo gesto di prendere il salame, porlo sulla tavoletta e cominciare ad affettarlo è un gesto di una tradizionalità che aumenta il sapore intrinseco del salame. Lo appoggi, lo affetti, stacchi un pezzo di pane con le mani, associ gli ingredienti e lo mangi. In un loop ipnotico al limite del feticismo che da cui difficilmente puoi uscire. Ma, una volta finito il pasto o lo spuntino, ecco arrivare il problema principale: la conservazione del salame rimanente. Il metodo della nonna dice di avvolgerlo in un pezzo di scottex leggermente inumidito. I post-modernisti lo conservano in una busta di plastica da frigo. Entrambi i metodi sono discreti e ognuno presenta vantaggi e svantaggi. Da oggi non avremo più problemi grazie al Salvasalame.

E’ in “omaggio” col numero di questo mese di Gente, il quale pare non avere ancora un sito web ufficiale che denota solamente la genuinità e la sgamatezza dei contenuti della rivista. L’editore ci ha visto lungo, ha fiutato il businness e ha pensato bene di allegarci un Salvasalame, un comodo contenitore in plastica per salvare la fragranza del salame, per solo 5,90 euro in più sul prezzo della rivista: 7,90 euro in totale.

Una volta tolto dal cellophane della rivista si presenta, al colpo d’occhio, come un buon surrogato del salame (si, poi la rivista potete pure gettarla direttamente nella racconta differenziata della carta). Il design “tagliato”, che rimanda subito ai designer della Nintendo con l’angolo smussato del Wii, e i bollini bianchi fanno subito capire il contenuto della confezione.

La comoda apertura a scatto facilita di molto l’arrivo al prodotto interessato: il salame. Coi vecchi metodi dovevamo perdere del tempo prezioso a estrarre il salame dal sacchetto di plastica o dallo scottex, il quale va poi sostituito più volte anche durante la conservazione rendendo tedioso e macchinoso il processo.

Con un semplice gesto di un dito si riesce ad accedere al contenuto. Tutta l’operazione si riesce a compiere agevolmente con una sola mano, mentre nell’altra potete tenere pronto, per ottimizzare i tempi, il coltello per affettare il salame.

L’unica pecca del prodotto è la cerniera dell’apertura, non è una normale cerniera ma è una semplice striscia di plastica piegata. Questo diminuisce di molto la longevità del prodotto. Nel manuale annesso non c’è il numero di aperture garantite da una cerniera di questo tipo, il che mi fa presagire che non sia molto durevole.

L’altro difetto, non direttamente imputabile al Salvasalame, è il fatto che non esiste uno standard o una norma UNI o ISO per standardizzare le dimensioni dei salami. Proprio oggi alla coop, davanti al banco frigo, ho avuto molti dubbi su quale salame comprare. A occhio non si riesce a capire se il salame entrerà poi nel Salvasalame. Per fortuna sono socio coop e, comprando il salame della foto, avrei avuto diritto ad un pacchetto di figurine degli animali.

La dimensione di questo salametto era contenuta e, a occhio, sembra entrarci comodamente nel Salvasalame.

Il salame è alloggiato all’interno del Salvasalame pronto ad essere conservato in frigo.

Una volta chiuso il Salvasalame conserva la sua dignità di prodotto professionale unito ad un design accattivante, sbarazzino e simpatico.

Il design, studiato attraverso processi di accessibilià e immediatezza, lo rendono un contenitore unico. La sua forma e i suoi colori sono stati progettati per fugare ogni dubbio sul suo contenuto. Cosa contiene il contenitore dal coperchio blu sulla destra del frigo? Per scoprirlo dovremo aprirlo o leggere l’etichetta. Il Salvasalame è studiato sotto tutti i punti di vista e lo rende unico e indispensabile a tutti gli appassionati affettatori di salame.

Prodotto consigliato per tutti. Ma servono dei test più approfonditi per verificarne la longevità e l’effettiva conservazione del salame. Il prezzo è un po’ troppo elevato. Ma un buon prodotto italiano sia nella costruzione che nel design. Vi consiglio di dare un’occhiata anche altri altri prodotti presenti sul sito del produttore.

AGGIORNAMENTO: Pare  comincino le prime magagne per un prodotto che all’inizio sembrava ottimo.

Come si vede chiaramente dalla foto la chiusura del Salvasalame non è perfetta. Credo sia per colpa della dilatazione dei due tipi diversi di plastica, quella color salame e quella trasparente, alla temperatura del frigorifero. Comunque, questo difetto progettuale, non credo che influirà sul potere conservativo del Salvasalame.

soggiorno / cucina 2

novembre 26th, 2010

ecco altri esperimenti di posizionamento dei mobili

cucina/soggiorno

novembre 22nd, 2010

all’incirca così…

la mia nuova padella

settembre 9th, 2010

siccome, per fare il figo, ho portato la mia padella preferita agganciata alla vespa girando per mezza europa ho deciso di comprarne una nuova visto che quella adesso è inutilizzabile.

l’ho comprata alla coop, costa 5 euro e qualcosa, ed ecco una videorecensione del suo utilizzo:

a voi ulteriori commenti…

Mars fritto

ottobre 5th, 2009

Dopo la scoperta dell’esistenza del mars fritto ho deciso di provare a farlo.

Ecco come l’ho preparato:

ho rotto un uovo e messo in una ciotola e ho mescolato fino a far unire l’albume col tuorlo, fino a farlo diventare una pappetta gialla, a questo punto ho aggiunto 3 cucchiai abbondanti di farina e ho mescolato, poi ho aggiunto mezzo cucchiaio di zucchero. e ho mescolato mescolato mescolato fino a farla diventare una pappetta gialla densa. bisogna mescolare bene altrimenti si formano i grumi e non va bene.

pastella

pastella

potrebbe essere necessario aggiungere un po’ di farina in piu’ per farlo diventare ancora piu’ denso.

preventivamente dovete mettere dei mars in frigo per farli raffreddare, mi raccomando di non metterli nel congelatore.

poi si mette dell’olio in una padella a scaldare.

olio

olio

nel frattempo si immerge il mars nella pastella gialla fino a farlo ricoprire tutto, piu’ e’ densa e meglio e’ visto che se e’ troppo liquida poi non rimane attaccato al mars durante la friggitura.

quando l’olio e’ ben caldo si puo’ immergere il mars impastellato. a questo punto bisogna essere svelti di girare il mars dopo circa 20-30 secondi di cottura, in modo da far friggere in equal modo i due lati del mars.

in circa un minuto avrete un mars fritto pronto da essere consumato, prima va asciugato un po’ dall’unto con dello scottex

nell’immagine sottostante si puo’ notare una frittura imprecisa del mars perche’ la pastella non era abbastanza densa:

pastella troppo liquida

pastella troppo liquida

mentre nella foto sottostante potete vedere si puo’ vedere il risultato con della pastella piu’ densa:

pastella densa al punto giusto

pastella densa al punto giusto

il risultato e’ buono ma ipercalorico… direi che mangiarne piu’ di due causa qualcosa di simile alla morte