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Bergamot Milk Tea

maggio 9th, 2013

Questo snack si inserisce perfettamente nella categoria di insensatezze giapponesi, ma anche no. Il nome in giapponese non lo so, ma potete trovarli qui.

Bergamot Milk Tea

Bergamot Milk Tea

Sono dei dolci a forma di fungo col gambo di biscotto croccante e il cappello al cioccolato, in questo caso cioccolato aromatizzato al tè al bergamotto con il latte. Un’accostamento un po’ troppo ricercato, o per lo meno a me non sarebbe mai venuto in mente.

I giapponesi, amanti del packaging estremo, hanno imbustato ogni funghetto in una bustina di plastica.

Bergamot Milk Tea

Bergamot Milk Tea

Scomodo oltremodo per un divoratore di dolci come me, senza considerare l’impatto ambientale che ha tutta questa plastica.

Il gusto del cioccolato aromatizzato in questa maniera è particolare ma non troppo invasivo, rimane comunque un gusto leggero e delicato. Ottimo per degli spuntini un po’ intellettuali ma affatto per uno spuntino di quando uno a fame. Consigliato a chi è in cerca di gusti ricercati.

 

Pocky chocolate midi

maggio 8th, 2013

Mi sono fatto spedire dal Giappone un pacco pieno di cibo giapponese: ramen, dolci e salati varie; in più delle bevande. Con questo post comincio una lunga serie di recensioni ai vari prodotti.

Pocky Chocolate

Pocky Chocolate

Il primo di cui parlerò è questo Pocky Chocolate Midi al gusto fragola prodotti dalla Glico.

La stessa azienda importa in Italia uno dei loro prodotti ma da noi sono conosciuti come Mikado. Sono concettualmente identici ma questa versione da me provata, oltre ad essere di spessore maggiore sia il bastoncino che il cioccolato, sono al gusto di fragola. In realtà sa di fragola che hanno quei gelati in vaschetta di marche scrause al gusto fragola.

Dentro l’elegante confezione richiudibile in cartone, sono costuditi 3 involucri di plastica con dentro 4 pezzi cadauno, per un totale di 12 bastoncini ricoperti di cioccolata. Potevano fare un po’ meno i tugnini.

Confezione interna

Confezione interna

A parte questa critica posso dire che comunque sono buonissimi, come si dice in queste situazioni “uno tira l’altro”, solo che durano troppo poco. Hanno la copertura di cioccolato alla fragola che si lega benissimo al bastoncino croccante. Un prodotto ottimo che consiglierei a chiunque. La Glico sa il fatto suo in fatto di dolci.

AmazonBasic – Masterizzatore usb

febbraio 21st, 2013

Siccome:

  • Amazon mi aveva dato un buono da 5 euro
  • ogni tanto ho bisogno di masterizzare qualche cd audio
  • devo importare i cd si iTunes
  • ho un macbook air

ho deciso di approfittare dell’offerta di Amazon e comprarmi il suo masterizzatore usb griffato Amazon.

Mi è arrivato poco giorni dopo l’acquisto online, tipo 2 giorni dopo.

E’ arrivato col solito pacchetto di Amazon e ho provveduto ad aprirlo col mio coltello in stile giapponese.

L’interno della confezione è minimale ma ben studiato.

Senza troppi fronzoli ma con tutto quello che serve.

Cioè tipo che i manualetti di carta e il cd-rom a corredo ho subito dimenticato dove li ho appoggiati. A me basta il masterizzatore.

E poi è griffato Amazon che fa figo.

Ora passiamo alla parte tecnica.

Siccome richiede 2 ampere, almeno stando a quanto riportato sull’etichetta sul retro, non riesco ad usarlo tramite un hub usb che non è alimentato, quindi mi tocca connetterlo direttamente ad una porta usb quindi quando masterizzo non posso usare la tastiera (nell’altra porta usb ho sempre attaccata la scheda audio). Per ovviare a questo hanno previsto anche una alimentazione esterna che al momento della prova non avevo con me.

Ho provato a masterizzare un cd audio direttamente dall’hub usb ma non ci è riuscito, il cd cominciava sempre lo spin ma non concludeva mai la masterizzazione; questo appunto per il fatto che non gli basta la corrente.

Ora non so se gli altri masterizzatori usb abbiano lo stesso problema (è il primo e forse anche ultimo che comprerò) ma mi sembra una forze limitazione. Va bene che è pensato per i portatili quindi il mio è un caso un po’ particolare, ma è comunque scomodo. Vorrà dire che mi costruirò un alimentatore apposito.

Il mio macbook air l’ha riconosciuto subito e ho masterizzato direttamente da iTunes senza problemi.

Per quello che costa mi sembra comunque un buon prodotto. E poi c’è il valore aggiunto del marchio Amazon stampato sopra :)

Voi compratevi le borse di Gucci, io mi compro il masterizzatore di Amazon :)

il mio nuovo coltello

aprile 10th, 2012

Oggi, mentre giravo per gli scaffali di un ipermercato di articoli casalinghi alla ricerca di una di quelle scalette richiudibili a 3 pioli, sono incappato su questo coltello giapponese.

Un coltello dallo stile giapponese nonostante sia prodotto in Germania. Il coltello mi ha attirato in quanto dallo stile giapponese (controllate pure wikipedia) ma anche perchè da tempo avevo bisogno di un coltello per affettare il salame.

Il prezzo è forse un po’ esagerato, 5,90 euro, ma forse quello che si paga è, appunto, il design giapponese. Altri coltelli di pari utilizzo ma di nazionalità stilistica italiano costavano la metà.

Il packaging non è molto elegante o funzionale, ho dovuto prendere delle tronchesi per tagliare le fascette che bloccano il coltello all’interno della confezione.

Ma appena tolto dalla confezione e preso in mano il coltello da la sensazione di robustezza e affidabilità: un connubio, quindi, tra la tradizione tedesca e quella giapponese.

La lama, almeno stando a quello riportato sulla confezione, è lunga 9 cm, ideale quindi per affettare il salame o altre minuterie, ma non credo sia adatto per tagliare a metà le mele. I simboli incisi sulla lama non so se siano effettivamente giapponesi ma almeno infondo un po’ di sicurezza sulla genuità del prodotto. Non come quando andate dal tatuatore per farvi tatuare le iniziali del vostro nome secondo l’alfabeto cinese o giapponese, che il 90% delle volte è sbagliato.

Il primo test che ho effettuato è, appunto, col salame; è proprio per questo che l’ho comprato. In mano è leggero e maneggevole e si presta bene ai lavori di fino. Viste le dimensioni contenute si potrebbe stiparlo assieme al salame all’interno del salvasalame.

Il primo test ha avuto subito risultati positivi. Il salame si taglia benissimo, quasi come fosse burro. C’è anche da dire che finora avevo usato un normale coltello seghettato e non era affatto performante.

Direi che ho trovato il prodotto che cercavo che racchiude sia il fattore design, che ricerco sempre in un prodotto, sia nel risultato ottenuto da questo coltello. L’unica pecca è che sulla confezione non è riportato se è possibile lavarlo in lavastoviglie oppure no (non vorrei ricordare ora l’episodio in cui le forbici col manico di plastica mi si sono rotte dopo un lavaggio in lavastoviglie).

Prodotto fortemente consigliato sia agli otaku che faticano a trovare un coltello dal design giapponesi, sia per i divoratori di salame che non hanno ne voglia ne tempo di aspettare il tempo che passa durante l’affettatura.

sbicchieratori di RedBull

marzo 24th, 2012

Di recente è morto Chaleo Yoovidhya, che nessuno sapeva fosse il creatore della RedBull fino alla sua morte, in quanto consumatore accanito e attivista della RedBull mi sento in dovere omaggiarlo con un post non tanto sulla RedBull, ma sugli sbicchieratori di RedBull.

Alla coop una latta di RedBull viene via per circa un euro e 50, ma quando vai fuori a farti le tue serate brave non c’è nessuna coop ad aiutarti, ma solo il barista che te le sbicchiera come se non ci fosse un domani. Potrei aprire un capitolo a parte sui negozietti di cingalesi aperti a tutte le ore dove la RedBull ghiacciata di frigo ti viene via per un euro e 80.

Dicevamo, te esci la sera, vai nei posti a buttare su le storie e ti prendi la tua RedBull e la paghi anche 5 euro (ora non voglio ricordare il locale dove ho pagato 5 euro un bicchiere da 0,20 di coca dalla bottiglia di plastica, manco dalla spina). Il prezzo esoso può essere anche giustificato “eh si, ma tanto l’ingresso è gratis” ma, lo sanno tutti, per gustarsi una RedBull come si deve, deve essere, come di dice in gergo, ghiacciata morta. Ora, giusto per fare il polemico, se io entro in un posto, pago 5 euro, almeno me la voglio gustare come si deve. Invece ho visto fare delle cose brutte.

Per 5 euro ho visto servirmi mezza RedBull da una lattina già incominciata che poi è stata rabboccata da un’altra lattina, il tutto preso da una mensola con le lattine a temperatura ambiente. Sul serio, la RedBull a temperatura ambiente fa schifo.

Oppure “ci vuoi il ghiaccio?” e ti riempono il bicchiere di ghiaccio e dentro si riesce a versare solo mezza lattina, che verrà conservata così a caso per il prossimo avventore.

Quindi non è sempre un bel bere. Ci sono altri posti in cui sono più onesti e ti lasciano la lattina, prossima alla temperatura di solidificazione, che rimane dopo averla sbicchierata in modo che puoi rabboccare il bicchiere. Così non ti è precluso il diritto di consumare tutta la bevanda da te ordinata. Dovrebbero essere tutti così… o come i cingalesi…