backstage
luglio 5th, 2011le mie conoscenze altolocate mi hanno permesso di fare un giro nel backstage di ferrara sotto le stelle, ecco cosa succede in quell’area in cui pochissimi fidati possono entrare e che, dai più, viene mitizzata.
dopo un sommario controllo del braccialetto, rigorosamente viole in quanto colore preferito da j mascis, si può entrare, tramite una cancellata, nel backstage. una volta dentro… nulla, non succede nulla
niente festini a base di alcol e droga, niente rockstar che spaccano i mobili, niente groupie disinibite, niente eccessi, niente di tutto quello che potremo immaginarci.
solo dei tavoli in cui gente disinteressata conversa e beve ammazzando il tempo. poche birre ma invece acqua, coca cola, gatorage, succo di mela e cestini di frutta. niente di quello che uno si aspetterebbe.
puoi bere e mangiare ma solo per il gusto perchè è a scrocco e dopo il primo approcio basato sulla titubanza in quanto capitato in un luogo “proibito” ai più, diventa tutto normale e anzi, quasi noioso.
ti aggiri in questo giardinetto in cui si aggirano tranquilli anche parte dei dinosaur jr (lou barlow è scappato, presumibilmente in albergo, praticamente subito) e cerchi subito dov’è il bagno, vedi in fila al bagno un tizio presumibilmente della security e il cantante dei verdena. dal cesso poi esce il batterista dei verdena ed entra il cantante. io a quel punto mi sono messo a scherzare col tizio della security: “ci vuole ancora tanto?” e giù risate immotivate. esce coso dei verdena che viene subito accusato di aver fatto la cacca, e giù altre risate, vagamente immotivate. poi niente, si fa la pipì.
e poi mi sono preso una coca dal frigo, ma con fare titubante in quanto ancora un po’ rispettoso del luogo. e poi, tutti insieme, siamo andati a trovare j, seduto al buio in un divanetto in fondo al containter/camerino sul cui tavolo capeggiavano solo dei succhi di frutta, dei mirtilli, una scatola di cereali e poco altro. nel frigorifero solo acqua, altro succo di frutta. j in un angolo a parlare col mio contatto altolocato che esordisce con un “thank you for the ticket j” che per risposta riceve solo un “hhmhh”.
mi trovo al cospetto di questa celebrità e colonna portante di un certo tipo di musica e mi sento più che altro a disagio. mi sembra di disturbarlo. rimango un altro paio di minuti e me ne vado perchè mi sembra di disturbare.
c’è anche un container con dentro gente seduta davanti al computer, forse giornalisti, ma parlano tra di loro e non si guardano il concerto, forse non gli interessano i verdena. ma su un foglio attaccato al muro c’è scritta la password del wifi di ferrara sotto le stelle
nel frattempo fuori c’è murph che girovaga solitario senza venir cagato da nessuno, io tra l’altro non saprei cosa dirgli, ma è l’unico che poi sale di fianco al palco a vedersi i verdena. e mentre sale noto una rampa che porta direttamente dietro la batteria sul palco. il mio pass (passo col pass) mi permetterà di andarci oppure no? io ci provo
ed eccomi praticamente dietro le enormi spie alle spalle del batterista e ai lati gente premuta contro le transenne che fanno finger point e cantano a squarciagola i pezzi. un mare di gente, praticamente tutta piazza castello piena. murph non si vede più, scendo e i miei amici mi fanno vedere le foto con j. a me è sufficente che mi abbia fatto feel the pain e, dato che ci sono, mi prendo un gatorade dal frigo, tanto è gratis e nessuno mi dice niente. mi viene fame e mi prendo anche una mela. ci sono dei poster, sono brutti ma ne prendo uno lo stesso. l’imperativo è scroccare tutto grazie al mio braccialetto viola.
oramai s’è fatto tardi, devo, è meglio che vada. mi separano un paio di ore di autostrada dal mio letto. un giro a recuperare tutto, si esce dal backstage che ancora i verdena stanno suonando e proprio a quel punto riconosciamo, io e chi so io, subito il riff iniziale di valvonauta e ci fiondiamo in mezzo al pubblico a cantarlo tutto che quelle “e” apertissime sono irresistibili.
morale della favola: i backstage sono noioso, puoi bullarti per il fatto di poterci entrare ma oltre allo scroccare da bere e poter parlare coi musicisti, non succede nulla…