‘test’ Category

casa nuova, adsl nuova

febbraio 4th, 2011

presto cambierò casa, tutti i dettagli al più presto, e prima del trasloco ho pensato bene di far partire la macchina burocratica per avere una nuova adsl.

tralascio le avventure per il passaggio della mia attuale adsl al nuovo indirizzo che mi hanno portato a optare per la disdetta e passaggio a nuovo operatore viste le lungaggini e le vaghezze riscontrate nei ticket aperti.

comunque, la prima cosa da fare è controllare la copertura, più o meno tutti i provider hanno, nel proprio sito, una casellina dove inserire il tuo numero di telefono o di un tuo vicino (nel caso tu non abbia ancora il telefono e nel caso non lo voglia nemmeno, come nel mio caso) per vedere se in quella zona è raggiungibile. mi sembra semplice come processo.

ok, sono sfigato e tutti gli operatori  che ho provato ( fastweb, alice, cheapnet e ngi) danno che non è disponibile.

tutti tranne alice, alice è l’unica che dice che la mia zona è raggiunta.

il punto a cui voglio arrivare, a parte i discorsi sul digital divide, è che perchè ngi usa il servizio di telecom, questo, per vedere la disponibilità della linea e da esito negativo mentre alice, che è sempre di telecom, da esito positivo? c’è qualcosa che non torna, puzza un po’…

arp-scan vs. nmap

gennaio 29th, 2011

avevo bisogno di un modo per trovare tutti gli ip attivi (ovvero i computer accesi) nella mia lan, così giusto per sapere quali sono i computer che lasciano accesi alla fine della giornata, ma anche durante.

vabbè, non è che ne avessi proprio bisogno assolutamente, ma giusto per poter dire che posso farlo.

cercando su internet ho trovato due possibilità: o usare il paccheto arp-scan, oppure nmap

la sintassi di arp-scan è semplice, tipo basta arp-scan -l, ma per rifinire meglio l’output ho fatto così:

arp-scan -l | grep 192 | awk {‘print $1′}

mentre per nmap:

nmap -sP 192.168.1.0/24 | grep “to be up” | awk {‘print $2′}

il risultato è praticamente identico solo che nmap è molto più accurato e mi printa anche degli host che per arp-scan non esistono (sono degli access point configurati come bridge per i ponti radio, quindi forse è quello il problema)

e ora vediamo i test di performance a confronto:

time arp-scan -l | grep 192 | awk {‘print $1′} | wc -l

26
real    0m1.659s

 

e con nmap:

time nmap -sP 192.168.1.0/24 | grep “to be up” | awk {‘print $2′} | wc -l

32
real    0m27.390s

 

come si può evincere nmap è più lento ma riconosce praticamente tutti gli host attivi.

a me la velocità non è che interessi granchè, visto che comunque lancio lo script dal crontab ogni 10 minuti. sacrifico un po’ di tempo per avere risultati più completi.

settembre 15th, 2010

il wds (http://it.wikipedia.org/wiki/Wireless_Distribution_System) è un sistema per far connettere tra di loro più access point e per ridistribuire tra di loro connettività oltre a dare connettività ai client… chiaro? no? allora leggetevi la pagina di wikipedia.

e insomma, son qua che ci sono 3 edifici collegati tra di loro con due ponti radio in modalità bridge, segue mappa

mappa

così, all’incirca

e insomma poi c’è stato il temporale, i tuoni, fulmini, una tromba d’aria, le cavallette!!! e sono deceduti un paio di apparati, quelli che ci sono nel punto AP2

com’è, come non è, ho voluto ripristinare il tutto in tempi brevi con quello usando solo quello che avevo a mia disposizione (perchè poi chiamare l’intervento esterno costava molti soldi e chissà quanto tempo)

non sto a spiegare tutto ma ho trovato, in un cassetto, due vecchi access point che comunque avevano l’attacco dell’antenna compatibile e, vabbè, tutti tre stessa marca e supportavano il wds.

mi son detto “ah bhe, wds e rispamio un access point”, anche se, in linea teorica, si sarà un calo di prestazioni, ma chissene…

sempre dalla mappa – AP1 è un raytalk ra-530 uscito di produzione da quest’anno, mentre AP2 e AP3 sono dei raytalk ra-430 di cui pare che siano stati disconosciuti pure dalla casa costruttrice visto che mica ho trovato un link.

il 430 ha meno funzioni oltre ad essere esteticamente disdicevole e un’interfaccia web fatta con talmente tanti errori in javascript che spesso i browser si rifiutano di aprire (sia explorer, che firefox, che chrome , che safari…)(che poi explorer ti fa vedere vuoti tutti i campi dove ci deve essere scritta della roba per cui, di fatto, diventa inutilizzabile)

per cosare col wds in pratica bisogna abilitarlo dentro l’interfaccia dell’access point (prima bisogna disattivare la modalità bridge ed abilitare la modalità access point) e inserire i mac address degli altri access point, ecco un po’ di screenshot sostanzialmente inutili (ma oramai li ho fatti)

ap1
ap1
ap2
ap2
ap3
ap3

siccome gli edifici sono distanti, e AP1 e AP3 sono coperti dagli alberi, bisogna passare per AP2 per forze. ci sono ovviamente delle antenne direttive ad alto guadagno.

su AP2, il punto d’intersezione, ho inserito i mac address degli altri due visto che comunque gli altri due è impossibile che si vedano.

in realtà l’antenna di AP2 è puntata verso AP1, mentre AP3 è puntata verso AP2 ma, con una botta di culo AP2 e AP3 riescono a comunicare lo stesso (credo per via dell’alto guadagno o per via del fatto che comunque mica sono direttive del tutto, un po’ come i microfoni ipercardioidi), e questo mi basta (visto che dovrebbe essere una soluzione temporanea).

pare che il modello 530 supporti il wds più il wpa2, mentre gli altri due no e devono per forza essere reti aperte (nascondere il SSID e un bel controllo sui mac address e passa la paura).

cioè, alla fine funziona e quindi chissenefrega, ma quello che mi interessa è che sono riuscito a far funzionare una tecnologia di cui fino adesso avevo solo sentito parlare senza spendere ne far spendere nessun soldo in più…

settembre 15th, 2010

il wds (http://it.wikipedia.org/wiki/Wireless_Distribution_System) è un sistema per far connettere tra di loro più access point e per ridistribuire tra di loro connettività oltre a dare connettività ai client… chiaro? no? allora leggetevi la pagina di wikipedia.

e insomma, son qua che ci sono 3 edifici collegati tra di loro con due ponti radio in modalità bridge, segue mappa

mappa

così, all’incirca

e insomma poi c’è stato il temporale, i tuoni, fulmini, una tromba d’aria, le cavallette!!! e sono deceduti un paio di apparati, quelli che ci sono nel punto AP2

com’è, come non è, ho voluto ripristinare il tutto in tempi brevi con quello usando solo quello che avevo a mia disposizione (perchè poi chiamare l’intervento esterno costava molti soldi e chissà quanto tempo)

non sto a spiegare tutto ma ho trovato, in un cassetto, due vecchi access point che comunque avevano l’attacco dell’antenna compatibile e, vabbè, tutti tre stessa marca e supportavano il wds.

mi son detto “ah bhe, wds e rispamio un access point”, anche se, in linea teorica, si sarà un calo di prestazioni, ma chissene…

sempre dalla mappa – AP1 è un raytalk ra-530 uscito di produzione da quest’anno, mentre AP2 e AP3 sono dei raytalk ra-430 di cui pare che siano stati disconosciuti pure dalla casa costruttrice visto che mica ho trovato un link.

il 430 ha meno funzioni oltre ad essere esteticamente disdicevole e un’interfaccia web fatta con talmente tanti errori in javascript che spesso i browser si rifiutano di aprire (sia explorer, che firefox, che chrome , che safari…)(che poi explorer ti fa vedere vuoti tutti i campi dove ci deve essere scritta della roba per cui, di fatto, diventa inutilizzabile)

per cosare col wds in pratica bisogna abilitarlo dentro l’interfaccia dell’access point (prima bisogna disattivare la modalità bridge ed abilitare la modalità access point) e inserire i mac address degli altri access point, ecco un po’ di screenshot sostanzialmente inutili (ma oramai li ho fatti)

ap1
ap1
ap2
ap2
ap3
ap3

siccome gli edifici sono distanti, e AP1 e AP3 sono coperti dagli alberi, bisogna passare per AP2 per forze. ci sono ovviamente delle antenne direttive ad alto guadagno.

su AP2, il punto d’intersezione, ho inserito i mac address degli altri due visto che comunque gli altri due è impossibile che si vedano.

in realtà l’antenna di AP2 è puntata verso AP1, mentre AP3 è puntata verso AP2 ma, con una botta di culo AP2 e AP3 riescono a comunicare lo stesso (credo per via dell’alto guadagno o per via del fatto che comunque mica sono direttive del tutto, un po’ come i microfoni ipercardioidi), e questo mi basta (visto che dovrebbe essere una soluzione temporanea).

pare che il modello 530 supporti il wds più il wpa2, mentre gli altri due no e devono per forza essere reti aperte (nascondere il SSID e un bel controllo sui mac address e passa la paura).

cioè, alla fine funziona e quindi chissenefrega, ma quello che mi interessa è che sono riuscito a far funzionare una tecnologia di cui fino adesso avevo solo sentito parlare senza spendere ne far spendere nessun soldo in più…

la mia nuova padella

settembre 9th, 2010

siccome, per fare il figo, ho portato la mia padella preferita agganciata alla vespa girando per mezza europa ho deciso di comprarne una nuova visto che quella adesso è inutilizzabile.

l’ho comprata alla coop, costa 5 euro e qualcosa, ed ecco una videorecensione del suo utilizzo:

a voi ulteriori commenti…

condividere file via webdav

febbraio 5th, 2010

senza spiegarvi i retroscena dovevo semplicemente avere un’unica cartella condivisa visibile da due reti lan fisicamente sconnesse tra di loro, la risposta quasi immediata è stata webdav.

(se non sapete cos’è webdav cercatevelo su google) ed è su google che ho trovato una guida minuscolissima su come configurarlo. e infatti funziona.

l’unica cosa non del tutto chiara, ovvero io ci sono arrivato a tentativi, è che questa guida non spiega in quale file va inserita quella roba: è il file di configurazione di apache che, nel mio caso, è :

/etc/apache2/sites-enabled/000-default

che è quella di default dell’installazione di default di apache 2 su debian.

quindi seguite quella guida con questo mio piccolo suggerimento e vedrete che funziona.

il passo successivo è fare usare il servizio da windows, inanzitutto bisogna abilitare il webdavclient di windows (xp in questo caso) e se andate qua c’è spiegata tutta la procedura (in pratica andate nei servizi e avviate il webdav client)

una cosa che non pare sia documentata è che window ha un bug per accedere ai servizi webdav e, quando aggiungete la nuova risorsa di rete e quando vi chiede username e password,risponde negativamente come se non gli andasse bene la password, cosa che comunque non è vera.

altre mie ricerche mi hanno portato a questo sito che spiega, appunto, il bug e spiega anche come risolverlo. e in effetti ora funziona tutto.

la soluzione è semplice e anche un po’ idiota: bisogna aggiungere un # o un . alla fine dell’url, tipo cosi’:

http://test/pub/#

fatto questo funziona tutto a dovere.

condividere file via webdav

febbraio 5th, 2010

senza spiegarvi i retroscena dovevo semplicemente avere un’unica cartella condivisa visibile da due reti lan fisicamente sconnesse tra di loro, la risposta quasi immediata è stata webdav.

(se non sapete cos’è webdav cercatevelo su google) ed è su google che ho trovato una guida minuscolissima su come configurarlo. e infatti funziona.

l’unica cosa non del tutto chiara, ovvero io ci sono arrivato a tentativi, è che questa guida non spiega in quale file va inserita quella roba: è il file di configurazione di apache che, nel mio caso, è :

/etc/apache2/sites-enabled/000-default

che è quella di default dell’installazione di default di apache 2 su debian.

quindi seguite quella guida con questo mio piccolo suggerimento e vedrete che funziona.

il passo successivo è fare usare il servizio da windows, inanzitutto bisogna abilitare il webdavclient di windows (xp in questo caso) e se andate qua c’è spiegata tutta la procedura (in pratica andate nei servizi e avviate il webdav client)

una cosa che non pare sia documentata è che window ha un bug per accedere ai servizi webdav e, quando aggiungete la nuova risorsa di rete e quando vi chiede username e password,risponde negativamente come se non gli andasse bene la password, cosa che comunque non è vera.

altre mie ricerche mi hanno portato a questo sito che spiega, appunto, il bug e spiega anche come risolverlo. e in effetti ora funziona tutto.

la soluzione è semplice e anche un po’ idiota: bisogna aggiungere un # o un . alla fine dell’url, tipo cosi’:

http://test/pub/#

fatto questo funziona tutto a dovere.

costruire un hd usb

gennaio 12th, 2010

avevo in un cassetto questo masterizzatore esterno usb un po’ datato:

masterizzatore usb

masterizzatore usb

e volevo vedere se una mia supposizione era giusta, ovvero vedere se mettendoci un hard disk invece che il masterizzatore si riusciva a sfruttarlo come hd esterno, molto piu’ utile di un masterizzatore usb.

quindi l’ho aperto:

masterizzatore usb aperto

masterizzatore usb aperto

e praticamente ho visto che c’e’ un normalissimo connettore ide, quindi ho semplicemente scollegato il masterizzatore e ci ho collegato un vecchio hd da 40 giga:

collegamento hd ide

collegamento hd ide

e in effetti il tutto pare funzionare a dovere:

df -h

df -h

il primo accesso all’hd in effetti risulta un attimino lento, ma per il resto sembra funzionare, devo solo testare la velocità di trasferimento di file di grosse dimensioni.

L’altro problema ora è fissare l’hd all’interno del case, oppure costruire un case nuovo. Nono, uso quello che c’è già anche se è ingombrante, ho rimosso il masterizzatore e chiuso il “buco” davanti:

masterizzatore rimosso

masterizzatore rimosso

L’hd così proprio non va:

alloggiamento hd

alloggiamento hd

da un vecchio computer Compaq ho preso il floppy che aveva un supporto per gli alloggiamenti più larghi dei cd rom:

floppy con supporto

floppy con supporto

ci ho messo l’hd:

hd nell'alloggiamento

hd nell'alloggiamento

il supporto, ovviamente, è della misura giusta per stare all’interno del case:

hd all'interno del case

hd all'interno del case

ho richiuso tutto e il led verde segnala che è acceso e funzionante:

case chiuso

case chiuso

ora qualche rapido test:

rapido test

rapido test

dire che ci siamo, anche se effettivamente il file è piuttosto piccolo, ma lo dichiaro funzionante :)

Update:

Ho fatto un altro test copiando una iso di un dvd, posto su un disco di rete al piano di sopra, nel mio nuovo hard disk, ecco il risultato:

sfiga

sfiga

Come potete vedere ci ha impiegato 68 minuti e qualcosa per copiare un file da 4 giga, inoltre ha ritornato un errore perchè il file è troppo grande. Essendo fat32 ci credo visto che ha il limite dei file di 4 giga. Ma se leggete c’è anche la dimensione del file di origine e anche quello che è riuscito effettivamente a copiare, guardate bene la differenza in byte :)

Questa è proprio sfiga :)

esperimenti interattivi con La Fonera

aprile 4th, 2009

lasciamo un attimo da parte l’openmoko… io ho questa fonera e ci ho aggiornato il firmware, l’ultima versione di openwrt, in cui pare sia piu’ facile interagire con la porta gpio.

leggendo le varie guide si puo’ leggere che ci sono 4 porte disponibili e si puo’ anche pilotare un led. visto che non ho voglia adesso di immattirmi col saldatore, mi limitero’ a pilotare il led.

e’ oltremodo semplice, basta un:

echo “1″ > /sys/class/leds/wlan/brightness

e il led della wlan si accendera’, per spegnerlo basta:

echo “0″ > /sys/class/leds/wlan/brightness

da qui mi sono fatto una spartana interfaccia web per comandare l’accensione e lo spegnimento, il codice e’ banalmente questo:

#!/bin/sh
echo “0″ > /sys/class/leds/wlan/brightness
echo “Content-type: text/html”
echo “”
echo “<HTML><HEAD><TITLE>led status</TITLE></HEAD>”
echo “<BODY>”
LED=`cat /sys/class/leds/wlan/brightness`
echo “<img src=”../”$LED”.png”>”
echo “<form action=”accendi.cgi” method=”POST”>”
echo “<input type=”submit” value=”accendi”>”
echo “</BODY></HTML>”

basta cambiare gli opportuni parametri per farlo accendere o spegnere

per ora null’altro da aggiungere.

Distanza tra due macchine in tempo reale

aprile 2nd, 2009

continuando i precedenti esperimenti, ho scritto un pezzo di codice in python per calcolare la distanza tra due veicoli in movimento, che siano collegati ovviamente in qualche modo, nel mio caso col wi-fi.

dopo aver configurato la rete wi-fi ad-hoc bisogna lanciare questo script:

#!/usr/bin/python

import os
import string
import time
import sqlite3
import math
import sys

//ip = raw_input(‘nother IP: ‘)
//ip=ip.rstrip()
t = raw_input(‘Set interval (sec): ‘)
t=t.rstrip()

while 1>0:
command=”gpspipe -w -n 8 | grep GLL”
out=os.popen(command)
gpsdata= out.read()
gpsdata=gpsdata.split(” “)

command_r=”gpspipe -w -n 8 192.168.1.2:2947| grep GLL”
out_r=os.popen(command_r)
gpsdata_r= out_r.read()
gpsdata_r=gpsdata_r.split(” “)

if gpsdata[0] ==”":
print “no gps fix”
time.sleep(10)
else:
latA = float(gpsdata[3])
lonA = float(gpsdata[4])
latB = float(gpsdata_r[3])
lonB = float(gpsdata_r[4])

r = 6372.795477598

radLatA = math.pi * latA / 180
radLonA = math.pi * lonA / 180
radLatB = math.pi * latA / 180
radLonB = math.pi * lonB / 180

phi = abs(radLonA – radLonB)

p = math.acos( (math.sin(radLatA) * math.sin(radLatB)) + (math.cos(radLatA) * math.cos(radLatB) * math.cos(phi)) )

distanza = p * r

print str(distanza)[0:7]

time.sleep(int(t))

che altro non fa che collegarsi al proprio gpsd e a quello remoto e, prendendo di volta in volta le coordinate, ne calcola la distanza.

dai test effettuati, nel tragitto per arrivare in pizzeria, la distanza massima tra le due macchine e’ stata di 122 metri (questo pero’ non so se sia stato reale oppure qualche errore nel prendere le coordinate gps per via del brutto tempo qualche altro fattore)

un’altra cosa che ho notato, che pero’ non ho verificato se sia vero o meno, e’ che quando si perde il segnale wi-fi per la troppa distanza, i due telefoni si ricollegano una volta riavvicinati.