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viaggio in vespa 2011

agosto 19th, 2011

come ogni estate, anche questa estate, parto per un viaggio in vespa.

dopo la bordata di berlino dell’anno scorso quest’anno abbiamo un itinerario meno impegnativo.

comunque tutto sarà documentato in tempo reale a questo indirizzo http://gecco.tumblr.com/, sempre che la batteria dello smartphone regga e che il pannello solare funzioni a dovere :)

capre e cavoli

settembre 1st, 2010

i cavoli non so, ma di capre ce ne sono ben tre nella nuova scuola dove, da stamattina, ho cominciato a lavorare…

sono tornato sano e salvo dalla gita in vespa, le foto sono qua http://www.flickr.com/photos/gecco/sets/72157624722849829/

vacanze 3 + aggiornamenti

agosto 13th, 2010

il prossimo anno, a settembre cioè, cambierò sede di lavoro il cui unico lato negativo è che ho dovuto buttare nel cesso tutti i miei esperimenti e progetti con sme server, magari più avanti mi torneranno utili.

oggi è praticamente l’ultimo giorno di lavoro e domenica partirò coi miei amici in vespa, un altro viaggio in vespa (c’è un apposito blog da seguire http://fanoparigi.wordpress.com) la meta inizialmente doveva essere parigi, ma poi abbiamo cambiato in berlino ma le previsioni non promettono bene per cui forse non sarà più berlino, in ogni caso non avevo voglia di cambiare il nome del blog per cui rimane quello. gli aggiornamenti di viaggio saranno più sporadici visto che all’estero pare non ci sia la possibilità di fare una flat dati per il cellulare.

quindi mi raccomando, seguitemi su http://fanoparigi.wordpress.com/

vacanze

luglio 23rd, 2010

domenica parto con la vespa e vado in toscana, tutti i dettagli qua http://geccoeastorinvespa.wordpress.com/

fano – stelvio (in vespa) : il resoconto

luglio 13th, 2009

dunque… la partenza era fissata per giovedi’ alle 6 del pomeriggio, ma io alle 4 tipo ero gia’ pronto. come al solito, tra una cosa e l’altra, ritardi e dimenticanze siamo partiti non prima delle 7 e mezza da fano. il programma era di arrivare per l’ora di cena all’hana-bi, cenare li e guardarsi il concerto, cosa che ovviamente non ci e’ riuscita.

a parte il ritardo nella partenza ci sono stati altri ritardi dovuti al tentativo di non imboccare le superstrade, che come e’ noto i 125 non ci possono circolare. un paio di soste qua e la a riposare il culo e, forse a cesenatico io, che ero in testa, ho trovato un circo con dei dromedari e, cavolo, mi faccio una foto con la vespa davanti ai dromedari cosi’ sembra che sono arrivato chissadove. di li a poco sono arrivati pure i miei compari quindi non ho piu’ avuto l’esclusiva. piu’ avanti abbiamo chiesto informazioni ad un tizio di un ristorante sul porto canale di cesenatico il quale poi ci ha detto che se tornavamo a cena li e dicevao che ci mandava lui (si chiama tipo walter rossi) ci avrebbe fatto pagare 20 euro la cena di pesce al posto di 40. un tizio folkloristico, sarebbe da tornarci solo per vederlo vestito di tutto punto che attira i clienti.

e poi abbiamo continuato che oramai era del tutto buio, in lontananza dei fulmini, ma va bene uguale, quando vedo il mio compare caius segnalare qualcosa e poi un botto e del fumo nero dalla marmitta. parcheggiamo in un distributore abbandonato lungo la statale. ho provato a capire il guaio e, dopo un po’ di test, ho dato la colpa alle puntine o alla bobina, visto che la candela non faceva affatto la scintila. era comunque un guaio non riparabile e quindi abbiamo deciso di cercare un meccanico, anche se erano tipo le 10 di sera. ho girato un po’ a culo, chiesto a gente e un pizzaiolo mi ha indicato un’officina fiat che comunque non ci si fa niente eh… poco dopo incrocio un vespista, con una gs con tipo delle onde disegnate sulle pacche. il tizio in questione mi ha spiegato la via per un meccanico di vespe bravissimo, una spiegazione tipo “vai dritto qua, passi il passaggio a livello, alla rotonda a destra, ripasi il passaggio a livello, a rotonda a sinistra, poi a destra poi dritto poi di nuovo a sinistra…”, insomma… roba complicata. fortunatamente non era troppo distante e abbiamo spinto la vespa fino davanti l’officina del meccanico piaggio. in quella stessa via poi c’erano delle meritrici che, nonostante vedessero benissimo che eravamo in vespa carichi di bagagli con una che non funzionava, tentavano comunque di fare il loro lavoro.

proprio li davanti c’era anche un’officina della honda aperta a cui abbiamo chiesto informazioni, poi ci siamo fatto un po’ di affari loro e ci hanno raccontato che stavano preparando una moto per una qualche gara di moto d’epoca.

dopo siamo ripartiti, in 3 su due vespe, in direzione marina di ravenna cui siamo arrivati tardissimo tant’e’ che il concerto era ovviamente gia’ finito, ma almeno non abbiamo preso l’acqua che a quanto pare ha fatto un macello. eravamo ovviamente molto affamati e all’hana-bi abbiamo preso l’unca roba rimasta delle piadine con le melanzane che forse erano li dal pomeriggio o poco ci mancava. mai mangiata piadina piu’ schifosa. comunque vabbe’, poi ci siamo diretti verso la @beachouse per dormire. io ho dormito benissimo solo che ancora mi domando come abbiano fatto a trasportare il materasso e il letto al piano di sopra visto che vi si accede solo tramite scala a chioccola.

la mattina dopo ci siamo svegliati, abbiamo un attimo imprecato per le testate nelle travi di legno, ho scroccato del succo di frutta e poi siamo ritornati a cerva dal meccanico il quale poi si e’ rivelato in gambissima e mi ha spiegato anche un paio di trucchi. tra l’altro la mia diagnosi era quasi esatta visto che erano le puntine. purtroppo in quei casi senza l’apposito attrezzo, l’estrattore, non si riesce a fare niente, il volano non c’e’ modo di smontarlo, e le puntine stanno proprio li dietro.

ripartiti appena pronti il meccanico ci ha spiegato come tornare alla statale che tipo era a 20 metri senza fare il giro spiegatoci la sera prima dall’altro vespista… la tappa successiva era fare tutta la romea fino chioggia e poi girare verso padova. la romea ha un tratto di strada bruttissimo popolato solo da camion pero’ poi piu’ avanti si allarga, i camion diminuiscono e si passa in uno stradone contornato da pinete e da questa cosa pacchiana. Poi la strada e’ tornata ad essere superstrada ma a padova ci siamo comunque arrivati, in qualche modo, ci siamo fermati in un prato lungo il fiume dove ci siamo riempiti di pane e salame. poi dubbi su come ritrovare la strada per cui abbiamo chiesto informazioni, da padova dovevamo prendere per bassano e ci siamo fermati in un baretto popolato da alcuni motociclisti a quanto pare avvezzi all’alcolismo. ci hanno subito preso in simpatica, poi e’ uscito anche il barista che ci ha raccontato che quando era ggiovane faceva le pinne con la vespa in seconda, poi con ancora la ruota davanti sollevata ingranava la terza, sisi… certo certo… :) e uno di quei moticiclisti poi ci ha accompagnato fino allo svincolo per bassano.

ed e’ lungo quella strada che poi, come all’improvviso, la pianura padana finisce e si alzano improvvisamente le montagne, le prime montagne, poi da li tutta la statale fino a treno dove ha cominciato anche a piovere, ma in fondo non c’interessa. ne abbiamo approfittato anche per un riposino. poi tipo ha smesso subito di piovere e siamo arrivati in scioltezza a trento, come testimonia la foto ricordo. cercavamo un posto dove facessero robe da mangiare tipiche, che ne so, panini con salsicce, ma niente… e quindi abbiamo deciso di proseguire verso bolzano e nel mentre ci siamo fermati a salorno di fronte un alimentari dove abbiamo comprato della pizza bianca e degli affettati. la pizza l’abbiamo comprata in una pizzeria, quindi dato che c’eravamo abbiamo mangiato la pizza normale, gli affettati li abbiamo tenuti da parte. e piu’ o meno in quella zona abbiamo visto le prima neve sui monti ai lati. abbiamo passato bolzano dove abbiamo fatto rifornimento in un distributore che non accettava il bancomat. poi direzione merano

anche qua tutta superstrada fino a merano dove, proprio sull’uscita, c’era un capannone pieno di vespe. un sacco di tipi diversi, tutte restaurate. visto che eravamo li e ancora c’era il sole, nonostante fossero tipo le 9, abbiamo deciso di continuare e, queste son cose che mi piacciono, un tizio tranviere ha fermato l’autobus in mezzo alla strada raccontandoci che c’era un altro gruppo di vespisti, una quindicina e ci ha chiesto se per caso eravamo con loro e se ci eravamo persi. poi li abbiamo incontrati tutti in un ristorante all’aperto lungo la strada che bevevano birra e mangiavano pretzel, ci hanno invitato a fermarci e ci hanno raccontato che avevano la stessa meta. abbiamo chiesto un po’ di indicazioni, li abbiamo salutati e siamo ripartiti dandoci appuntamento per il giorno dopo in vetta.

oramai era buio per cui usciti da merano abbiamo deciso di fermarci a dormire, abbiamo proseguito per la prima indicazione “zimmer” che abbiamo trovato (che per chi non lo sa vuol dire “camere”). il cartello diceva di prendere una stradina in mezzo alle coltivazioni di mele, che non mi sono documentato in merito ma forse quella era la famosa val di non. fortuna vuole che gli irrigatori per le piante fossero accesi e che, ruotando, irrigassero anche la strada, che era larga si e no 2 metri, quindi o si prendeva l’acqua oppure bisognava essere sincronizzati con la rotazione del getto per non bagnarsi, un po’ come nei videogiochi, io ovviamente mi sono bagnato tutto. ci siamo fermati nella prima casa che abbiamo trovato che aveva su una scritta in tedesco coi tipici caratteri gotici, intraducibile, “sara’ questo” ci siamo detti. abbiamo suonato e ci ha aperto un tizio in mutande dicendo che era piu’ avanti. qua ci ha accolto una signor tetesca che parlava quasi solo crucco “zi, camere noi afere” e ci siamo sistemati a dormire. prima ovviamente abbiamo cominciato gli affettati con la pizza bianca che ci eravamo preventivamente comprato. io poi non ricordo ma mi sono addormentato guardando qualche canale in tedesco in tv. la mattina mi ha svegliato il miagolio di un gatto che era rimasto chiuso nelle scale della casa. l’ho fatto uscire e mi sono rimesso a dormire. abbiamo fatto colazione e sgolfanato tutto quello che c’era sul tavolo. poi prima di ripartire abbiamo tentato di portare il gatto con noi.

quindi ora rimaneva solo di arrivare sul passo dello stelvio che distava all’incirca 60 km. prima ci siamo fermati a fare il pieno alle vespe e mentre eravamo con la pompa in mano e’ sfrecciato sulla strada il gruppo dei vespisti padovani incontrati la sera prima, ovviamente grandi saluti.

poi siamo ripartiti e abbiamo prima fatto una pausa per delle foto, fatteci da dei motociclisti simpatizzanti delle vespe, poi una pausa bancomat dove abbiamo incontrato di nuovo i vespisti padovani che avevano sorpassato poco prima visto che si erano fermati a bere.

e poi abbiamo preso a salire e man mano che si saliva diventava sempre piu’ freddo per cui ogni tanto facevamo una sosta per aggiungere uno strato di vestiti. verso i 1800 metri pero’ la mia vespa ha cominciato ad arrancare, ho cambiato la candela e le cose sono migliorare un pelo, ma poi piu’ salivo di quota e piu’ arrancava, mi sono fermato e ho tentato di ricarburarla un pelo visto che, dopo mie ricerche, pare sia un problema di altitudine, visto che poi l’ossigeno nell’aria si dirada e la carburazione fatta sul livello del mare non va piu’ bene. ma comunque niente da fare, ho provato a togliere il coperchio e il filtro dell’aria e un pelo e’ migliorato, ma girare senza filtro dell’aria non e’ consigliabile (poi altre mie ricerche mi hanno fatto scoprire che bisogna cambiare lo spillo del detto dentro il carburatore, cosa che non sapevo ne avevo per cui niente da fare), gli ultimi 20 tornanto me li sono fatti tutti in prima con la vespa che arrancava e toccava punte massime di 12km/h, faticavo perfino a superare i ciclisti.

ma alla fine siamo arrivati in cima, nevicava, e abbiamo fatto un po’ di foto con gli sciatori come sfondo. abbiamo mangiato il panino con la salsiccia e i crauti e abbiamo telefonato a casa per farci vedere dalla webcam.

nella discesa poi abbiamo trovato, ad un bivio, un cartello che indicava “svizzera” e non ci siamo fatti perdere l’occasione di andare anche in svizzera, ache se solo per qualche centinaia di metri.

qualche foto ai tornanti, ai fiumi e ai monti e siamo tornati a valle dove la mia vespa e’ tornata scattante, e quindi la tappa successiva era il lago di garda. ma prima un altro riposino dopo gli spossanti tornanti. cioe’, tipo che io mi sono adormentato con ancora il casco in testa, che ha funto da cuscino. qua ricordo altre superstrade e poi l’arrivo a desenzano sul garda in un campeggio/villaggio turistico la cui parola “gentilezza” non e’ contemplata. appena arrivati la tizia ci ha squadrato e ha subito detto che si, aveva un posto e ci ha detto subito i prezzi, “ma, per cosa? per la tenda?”, noi invece volevamo una camera normale. dopo un po’ di tira e molla ci ha fatto lo sconto perche’ uno avrebbe dovuto dormire nel divano. e vabbe’… poi siamo andati a cena verso le 10. il camerie ci ha accolto un po’ stizzito, io gli ho chiesto se si poteva stare fuori e lui “no”, e noi “perche’ no?” e lui “perche’ le regole sono uguali per tutti o per nessuno, quindi si mangia dentro” vabbe’… poi arriva al tavolo a prendere l’ordine e fa “solo pizza”, e noi “cosa?” e lui “solo pizza”. a questo punto il bon ton, o comunque il buon senso o qualsiasi altra cosa vorrebbe che il cameriere arrivi al tavolo dicendo qualcosa tipo “scusate ragazzi, ma e’ tardi e la cucina sta chiudendo, quindi possiamo farvi solo le pizze… vi va bene uguale?”, cosi’ va bene, non che uno arriva e secco ti dice “solo pizza”… che poi c’erano tipo solo 8 tipi di pizze e quelle farcite veniva tipo 9 euro e 60 (ma vista pizza cosi’ costosa). e poi luca, amante del peperoncino, ha chiesto l’olio piccante e ce l’ha portato, ma mentre stavamo ancora finendo l’ultima pezzo di pizza il cameriere e’ arrivato e senza dire nulla ci ha preso l’olio piccante e l’ha portato in un altro tavolo (dove tra l’altro una tizia stava mangiando una porzione di lasagne). anche a questo punto secondo il galateo, o in senso comune civico, il cameriere avrebbe dovuto chiedere “scusate, avete finito con l’olio piccante?”, non e’ bello comportarsi cosi’, anche perche’ poi uno mica ci torna in questo campeggio.

per lo meno nella stanza io ho dormito bene e la mattina dopo abbiamo anche visto, finalmente, il lago.

e siamo ripartiti tornando a casa. siamo passati a mantova, poi carpi e modena, e dato che c’ero volevo passare a fare un saluti a tizio solo che era troppo fuori mano. non ricordo bene dove ma abbiamo imboccato la via emilia, passando per bologna, e l’abbiamo fatta tutta fino a casa. verso sant’arcangelo abbiamo fatto l’aperitivo con delle bruschette calde e un tizio e’ venuto a chiederci come facevamo con la miscela e ci ha anche chiesto “ma non avete mai grippato?”… toh…

e poi dopo cattolica, subito prima della siligata e’ partita la sfida a chi arrivava prima a casa di luca a fano e la parola agonismo ha assunto nuovi significati. tutti abbiamo cominciato a tirare a manetta le vespe e il discesone delle siligate a oltre i 90 km/h (che per una vespa del genere e’ veramente tanto), poi ho provato a tagliare pesaro passando per la interquartieri nuova, che mi permetteva di tenere circa gli 80 di media, ma poi mi sono fregato sul salitone per la panoramica, ma avevo comunque distanziato di molto luca e una volta immessomi sulla nazionale, proprio di fronte allo svincolo per andare ai bagni elsa, mi sono visto superare da caius che aveva fatto tutta la statae normale, senza tagliare in mezzo a pesaro. poi sorpasso di luca. e poi cercando di tirarla piu’ possibile abbasandomi per fare meno attrito, e sfruttando un paio di sorpassi, sono riuscito di nuovo a tenere la testa. e poi il semaforo rosso del lido dove mi hanno battuti tutti gli altri due in ripresa, alla rotonda dell’arco d’augusto ero in vantaggio ma caius mi ha stretto poco prima di entrare nel vialetto del parcheggio dove ho tirato tutta la terza ma alla fine ho calcolato male la frenata e non ho fatto per bene la curca, andando praticamente dritto, a quel punto anche lui mi ha superato e io ho parcheggiato per ultimo.

non ho vinto la gara finale ma almeno ho raggiunto la meta che mi ero prefissato e ho aggiunto un‘altra tacca alla vespa, nonche’ record di altitudine.

quindi ringrazio i miei due compari con cui viaggiare in queste condizioni e’ fighissimo e un saluto anche a tutti i vespisti incontrati per strada che ci salutavano in sella alle loro vespe, o agli automobilisti simpatizzanti che ci salutavano, o ai bikers (quelli duri vestiti tutti di pelle) che ci salutavano anche loro… altre foto le trovate qua.

fano – stelvio (in vespa)

luglio 6th, 2009

se tutto va bene, e nessuno da buca e condizioni meteo permettendo, giovedi’ pomeriggio parto in vespa e vado a fare il passo dello stelvio in vespa coi miei amici vespisti.

il tragitto iniziale sara’ questo mentre il ritorno quest’altro.

il programma, sommario, e’ questo:

  • giovedi’: partenza e pernottamento in casa di amici a marina di ravenna comprensivo di concerto degli i’m from barcelona all’hana-bi
  • venerdi’: ripartenza e arrivo fino a cles (o dintorni) con ricerca campeggio o altro posto per dormire
  • sabato: ripartenza e arrivo al passo verso l’ora di pranzo, sosta pranzo e poi ridiscesa dall’altro versante. per l’ora di cena conto di arrivare quasi al lago di garda per trovare un altro campeggio
  • domenica: ritorno a casa

spero di riuscire nell’impresa